28 Febbraio 2024
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Turismo, Luglio bollente per gli affitti brevi

L’ultima settimana del mese segna un incremento del 56% delle prenotazioni sulle piattaforme online. In crescita anche i prezzi: +10 per cento rispetto al 2022

Dai dati dell’ultima settimana di luglio emerge che le abitazioni private prenotate sulle piattaforme online salgono al 56 per cento e, rispetto al 2022, registrano prezzi medi più elevati del 10 per cento. Secondo quanto riferito dall’Agenzia Nova, il fatturato generato a luglio da questo mercato supera i 700 milioni di euro. Lo rende noto il ministero del Turismo nell’infografica dell’ultima settimana di luglio. Risulta inoltre prenotato il 44 per cento delle strutture ricettive presenti sulle piattaforme online (+3 per cento rispetto alla settimana precedente). L’Italia si posiziona così davanti a Spagna (38 per cento, +5 per cento) e Francia (35 per cento, +2 per cento). In ogni caso a luglio è risultato più caro pernottare in montagna e al lago: i prezzi medi delle strutture ricettive presenti on line sono rispettivamente 193 e 190 euro a notte, contro i 178 euro delle città d’arte, i 168 euro delle località balneari e i 156 euro di quelle termali.

Questa estate si vola!

 

Sempre secondo i dati del ministero del Turismo, a fine luglio le prenotazioni aeree sono aumentate del 22 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022, con un ritorno importante dei turisti stranieri (+27 per cento). Un terzo delle prenotazioni è rappresentato da Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Tra i punti di interesse nazionali più cercati su Google, spicca il Colosseo, con oltre un milione di ricerche. I parchi registrano la crescita più significativa, in particolare il Parco Nazionale del Vesuvio e quello delle Cinque Terre. Il turismo nelle città d’arte evidenzia alti livelli di soddisfazione. Al primo posto per gradimento le attrazioni (92 punti su 100) e subito a seguire la ristorazione (86 punti su 100). Le strutture ricettive di queste città conquistano soprattutto gli statunitensi, seguiti da britannici e austriaci mentre restano più critici i giudizi degli italiani.

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