25 Giugno 2024
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Transizione green alla svolta decisiva

Pianificare superando le mere dinamiche di tipo emergenziale è la chiave per una reale, efficiente e sostenibile (anche economica) decarbonizzazione. Esperienze virtuose non ne mancano. Come quella di Engie

Riconoscere la necessità di una pianificazione energetica non trainata dalle sole dinamiche di tipo emergenziale è la chiave per garantire una gestione coordinata, inclusiva ed efficiente del processo di decarbonizzazione, obiettivo ultimo dell’intenso percorso di transizione energetica.

Il susseguirsi di crisi geopolitiche e di eventi climatici sempre più estremi hanno intensificato il dibattito sulla sostenibilità e sicurezza del mercato energetico. La diffusione di una nuova consapevolezza tra istituzioni, cittadini e imprese sottolinea la necessità di avviare, anche in Italia, una transizione energetica focalizzata non solo su benefici economici ed ambientali immediati ma proiettati nel medio-lungo periodo. Secondo uno scenario presentato recentemente da Engie, tra i principali operatori globali nel settore energetico, entro il 2050 la domanda di energia elettrica in Europa è destinata quasi a raddoppiare.  Significa che le energie rinnovabili dovranno coprire il 78% della domanda nel 2035 e arrivare fino a quota 90% nel 2050. In termini pratici, la produzione europea di energia eolica e solare dovrà aumentare di 3,5 volte entro il 2035 e di sei volte entro il 2050

Questo non è ancora sufficiente: per raggiungere l’obiettivo Net Zero Carbon entro il 2050 occorrerà anche intensificare gli sforzi per la conservazione e l’efficienza energetica, con l’obiettivo di ridurre del 34% i consumi energetici. 

I progetti di efficienza energetica da parte dei principali operatori europei e italiani rappresentano una leva strategica per il percorso di decarbonizzazione, attraverso la riduzione dei consumi di energia e un ricorso più frequente alle alternative sostenibili. Il principio guida “energy efficiency first” comprende  un mix di più obiettivi e risultati che impongono a cittadini, istituzioni e operatori del settore energetico un approccio integrato alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Con l’ambizione di guidare la transizione energetica del Paese, la strategia di Engie punta al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione all’interno di un panorama diversificato di clienti, stakeholder e partner: tutti accomunati dalla necessità di combinare il risparmio dei consumi energetici, e le conseguenti emissioni di carbonio, con quello di tipo economico. Nell’implementazione delle soluzioni tecnologiche più adeguate, due sembrano essere gli aspetti fondamentali per gli attori della transizione energetica: da un lato mettere tutti nelle condizioni ideali per passare da una prima presa di consapevolezza all’azione concreta, dall’altro assicurare ai progetti di riqualificazione energetica il corretto livello di integrazione con l’ambiente che li accoglie.

Concretamente, Engie, in Italia, ha intensificato la strategia sull’efficientamento energetico studiando soluzioni su misura per i propri clienti, in particolare pubblica amministrazione e imprese. La PA, per esempio, ha un enorme patrimonio immobiliare composto da edifici di rilevanza artistica e culturale e un notevole impatto in termini di CO2 sull’ambiente. Combinando efficientamento energetico e produzione di energia rinnovabile, Engie dimostra la possibilità di realizzare significativi progetti di efficientamento anche in contesti caratterizzati da patrimoni immobiliari di enorme valore storico: a Firenze, per esempio, la partnership avviata con l’amministrazione comunale per efficientare più di 400 edifici consentirà di ridurre i consumi e aumentare le prestazioni energetiche anche di palazzi storici come Palazzo Vecchio, la Chiesa Convento di Santo Spirito e la Biblioteca Palagio di Parte Guelfa. Un altro esempio riguarda i lavori previsti al Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli con cui Engie ha sottoscritto un partenariato pubblico-privato grazie al quale il polo museale sarà in grado di ridurre i consumi del 50 per cento e autoprodurre circa il 90 per cento di energia utile al proprio fabbisogno.

«Aiutare il nostro Paese a orientarsi verso il grande risultato della decarbonizzazione non è una responsabilità dei soli protagonisti del settore, ma richiede un’attenzione più ampia anche da parte delle istituzioni e dei cittadini», sottolinea Attilio Di Pierri, Marketing & Innovation Director della divisione Energy Solutions di Engie Italia. «Una scelta di investimento sul territorio che Engie è in grado di compiere sia attraverso progetti di produzione di energia da fonti green sia attraverso innovativi interventi di efficienza energetica, grazie a un modello integrato lungo l’intera filiera energetica e all’impegno di circa 4.000 collaboratori nel nostro Paese».

Nell’offerta di soluzioni a basso impatto ambientale, anche il mondo dell’industria ad alta intensità energetica è protagonista del processo di decarbonizzazione. Sono diverse le aziende che in Italia hanno scelto Engie per lo sviluppo di progetti di sostenibilità ambientale ed economica, convinte della necessità di eliminare le emissioni dirette di CO2 derivanti dall’uso di energia e dai processi industriali. Gli oltre 200mila pannelli fotovoltaici installati on-site offrono una capacità complessiva di 80 MW di energia rinnovabile e, al contempo, elevati tassi di autoconsumo e di risparmio economico. Un esempio concreto è rappresentato dall’installazione di 1 MW di fotovoltaico presso lo  stabilimento farmaceutico Sanofi a Scoppito, in Abruzzo, che consente di ridurre 500 tonnellate di emissioni di CO2 in atmosfera all’anno, pari all’effetto decarbonizzante di 25 mila nuovi alberi.   

Un altro esempio virtuoso è rappresentato dalla collaborazione con Johnson & Johnson Consumer Health per la realizzazione e gestione di un impianto di trigenerazione a copertura dell’intero fabbisogno di energia elettrica, termica e frigorifera della sede di Pomezia. Un progetto che da solo genera un taglio di quasi 5 mila tonnellate di CO2 annue.

Infine, gli oltre 100 MW di Solare agri-voltaico installato tra Mazara del Vallo e Paternò che, oltre a coniugare la produzione di energia rinnovabile e la coltivazione dei quasi 200 ettari di terreno sottostante, consentirà ad Amazon di approvvigionarsi di energia verde, con un potenziale di oltre 60 mila tonnellate di CO2 evitate all’anno.                                           

È soltanto grazie all’integrazione di soluzioni di produzione di energia rinnovabile ed efficiente e la riduzione dei consumi che le comunità e le imprese italiane potranno rispondere agli sfidanti obiettivi del processo di transizione energetica che abbiamo di fronte.

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