17 Giugno 2024
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Scenari Immobiliari, “Necessari 130mila posti letto per gli studenti”

Secondo il rapporto “Lo student housing tra PNRR e mercato”, realizzato in collaborazione con Camplus, cresce l’interesse degli investitori verso il mercato delle residenze universitarie. Sul settore sono confluiti investimenti per 200 milioni di euro in Italia e 12,4 miliardi in Europa nel 2022

In Italia il mercato degli alloggi universitari ha bisogno di un’importante e decisiva svolta, altrimenti le università perderanno studenti e competitività. Attualmente la copertura dei posti letto offerti agli studenti universitari fuori sede, pari al quaranta per cento degli iscritti, si attesta intorno al 10,5 per cento e deriva da enti specifici, che però coprono solo l’8,1 per cento del totale. Le strutture gestite da enti privati coprono il restante 2,4 per cento. Meno della metà delle 14 maggiori realtà universitarie supera la media nazionale, e risulta ancora lontana dalla capacità di soddisfare il fabbisogno di posti letto minimo richiesto. Considerando che il fabbisogno stimato dell’offerta strutturata di posti letto deve essere pari ad almeno il 20 per cento degli studenti fuori sede (tasso di copertura medio europeo), sarebbero necessari almeno 130mila posti letto. Occorrerebbe quindi realizzare circa ottantamila nuovi posti letto in studentati e collegi. È quanto emerge dal Rapporto “Lo student housing tra Pnrr e mercato” presentato in questi giorni a Roma da Scenari Immobiliari Camplus nel corso del convegno “Il Pnrr e l’investimento nello student housing”.

Obiettivo: triplicare i posti letto

 

L’obiettivo, indicato nella riforma “1.7 Alloggi per gli studenti e riforma della legislazione sugli alloggi per gi studenti” è quello di quasi triplicare i posti letto per gli studenti fuori sede, per raggiungere tale obiettivo sono stati stanziati complessivamente 300 milioni di euro e realizzati i primi 7.500 posti letto, successivamente, ci sarà l’erogazione di ulteriori 660 milioni per creare ulteriori 52.500 posti letto. “Negli ultimi anni in Europa gli investimenti in residenze universitarie sono diventati un’importante asset class per gli investitori istituzionali con un totale di circa 12,4 miliardi di euro nel 2022 – ha dichiarato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari -. Anche nel nostro paese oggi si registra un generale e forte interesse degli investimenti in alloggi per studenti fuori sede, tanto che nel corso del 2022 il volume complessivo ha raggiunto circa 200 milioni di euro, pari al 18 per cento degli investimenti complessivi nel comparto residenziale istituzionale. I nuovi bandi del PNRR dovrebbero incentivare questi investimenti, garantendo ritorni economici interessanti anche in considerazione della forte pressione della domanda di riferimento: dal 4,5 per cento nei capoluoghi di regione localizzati nel nord Italia al 6 per cento stimato nelle altre città. I nuovi bandi dovrebbero incentivare questo trend, con un forte coinvolgimento degli investitori italiani”.

Lo student housing bilancia i portafogli immobiliari

 

“Il mercato delle residenze per studenti fuori sede – ha affermato Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari – ha proseguito nella sua fase espansiva anche grazie alla volontà degli attori coinvolti di intraprendere importanti progetti di riqualificazione e riconversione immobiliare. Le opportunità che il mercato dello student housing rappresenta per gli investitori sono diverse e, nel periodo storico che stiamo attraversando, possono bilanciare i portafogli immobiliari già di proprietà, anche grazie al consolidamento a livello nazionale di una domanda di riferimento capace di garantire elevati livelli di occupazione e flussi di cassa stabili. La diversa copertura territoriale di posti letto, la pressione della domanda di riferimento quasi al limite in alcuni ambiti urbani e la volontà, mediante concertazione, di strutturare una infrastruttura immobiliare, capace di garantire livelli adeguati sia di ritorno economico che di sostenibilità sociale, sono gli elementi più significativi che alimentano questo comparto”.

Bandi ministeriali per l’housing universitario

 

Nel mondo dell’housing universitario – ha sottolineato Maurizio Carvelli, founder e CEO di Camplus – in questi mesi c’è stata una vera e propria rivoluzione copernicana. Abbiamo infatti scoperto quanto sia determinante un rapporto vero tra pubblico e privato in questo settore. Dove la cooperazione tra il pubblico e privato aiuterà l’incremento dei posti letto nel mercato degli studenti universitari. Il mercato ce lo chiede, il numero di posti letto da raggiungere è ambizioso, ma ci sono le risorse per farlo; quindi quello che serve è un vero cambio di mentalità. Il privato e il pubblico, devono assumersi la responsabilità nei confronti dell’università, degli studenti e delle città. E in questa partita tutti devono sentirsi protagonisti. Il Ministero dell’università e della Ricerca sta dando un indirizzo chiaro che va in questo senso; per i soggetti privati, fondi di investimento e gestori sarà il momento di mettere in campo idee, soggetti, proposte nuove e competitive. Seguendo le direttive che i prossimi bandi ministeriali per l’housing universitario saremo capaci di realizzare residenze attrezzate come nel resto d’Europa. Tutti, in primis gli operatori privati, devono operare con un senso, oserei dire, etico dell’investimento puntando alla sostenibilità dei progetti che concretamente consisterà nell’ampliare l’offerta abitativa per gli studenti fuori sede, contribuirà a ridefinire e innalzare gli standard per gli alloggi degli studenti rafforzando l’accessibilità al living studentesco e, in definitiva, potrà collaborare in maniera diretta alla formazione dei nostri giovani studenti. Un lavoro che garantirà un rendimento a un capitale che saprà essere paziente e che si connoterà per il forte impatto etico e sociale”.

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