25 Giugno 2024
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Real Estate Awards, le sfide per gli agenti immobiliari del futuro

Il punto sull’evoluzione della professione dai protagonisti della decima edizione dell’evento organizzato da Regold by Idealista

L’intelligenza artificiale e il machine learning sono stati i temi al centro dell’ultima edizione dei Real Estate Awards, organizzata da Regold by Idealista. Giunto al decimo anno, l’evento ha visto la partecipazione dei principali leader del settore immobiliare, che si sono alternati sul palco per raccontare l’evoluzione del mercato negli ultimi 12 mesi e le prospettive future, evidenziando come l’intelligenza artificiale stia profondamente rivoluzionando il settore.

Il mercato dell’AI in Italia è cresciuto del 52% nel 2023, raggiungendo un valore di 760 milioni di euro, dopo un incremento del 32% nel 2022. La maggior parte degli investimenti riguarda soluzioni di analisi testuale, agenti conversazionali e progetti di generative AI, che rappresentano ancora solo il 5% del totale. Sei grandi imprese italiane su dieci stanno sperimentando l’IA, e due su tre hanno discusso internamente delle applicazioni di generative AI, con una su quattro che ha avviato progetti concreti. Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nei prossimi dieci anni l’IA potrebbe automatizzare il lavoro di 3,8 milioni di persone in Italia.

Ad aprire l’incontro, che si è tenuto presso il Grand Hotel Villa Torretta, Diego Caponigo, Ceo di Regold by Idealista, che ha accolto il pubblico affiancato dal suo avatar, una sorta di assistente personale tuttofare e poliglotta che, dopo aver illustrato alcuni dati relativi al mercato immobiliare su Milano ha fissato un appuntamento con un cliente giapponese per un’offerta di acquisto nel capoluogo lombardo.

Gianluca Salviotti, professore associato di Pratica di Sistemi Informativi e Trasformazione Digitale presso SDA Bocconi School of Management, ha inaugurato la giornata discutendo l’evoluzione dell’IA dagli anni ’80 ad oggi, dalle origini fino al machine learning e al deep learning, con modelli di linguaggio avanzati come ChatGPT e strumenti di IA generativa.

Subito dopo, Roberto Tiby, formatore, consulente e autore, ha raccontato come l’IA rivoluzionerà le agenzie immobiliari. Un’indagine condotta fra 350 agenti immobiliari ha rivelato che più della metà degli agenti coinvolti (50,7%) si dichiara consapevole del fatto che l’IA avrà un grande impatto sulla professione, a fronte di un esiguo 3% che pensa il contrario. Tale consapevolezza si scontra però con il reale utilizzo di questi strumenti: quasi il 60% degli agenti dichiara di non utilizzare strumenti di IA, e solo il 1,5% invece ne fa già un uso quotidiano. Tiby ha suggerito l’integrazione dell’IA per creare inserzioni accattivanti, supportare la presenza sui social e nelle attività di marketing, invitando i professionisti a studiare e ad adottare questi strumenti.

Barbara Cominelli, CEO di JLL, ha trattato il tema “Intelligenza artificiale: rivoluzione o evoluzione nel Real Estate?”. Un’indagine su 1.000 clienti del commercial real estate ha rivelato che la tecnologia è vista come un fattore competitivo e non più come un costo. Gli strumenti di maggiore impatto attesi sono intelligenza artificiale, machine learning, analytics e clean tech. Ha incoraggiato i presenti a sperimentare diverse applicazioni e ha concluso il suo intervento affermando che l’IA non sostituirà gli agenti, ma gli agenti che utilizzano l’IA sostituiranno quelli che non lo faranno. Cominelli, tra i vari titoli ricevuti, è stata nominata per ben due volte una delle “Top 50 most inspirational women in technology in Europe, Italy Forbes CEO award 2021 e Fortune Businessperson of the year 2020”.

Maurizio Ceci di FastGrowing ha spiegato ,attraverso una demo live con chatgpt, come un corretto utilizzo dell’intelligenza artificiale possa moltiplicare le probabilità di successo dell’agente immobiliare, partendo dalla creazione di algoritmi fino alla consulenza negoziale in una trattativa per aiutare il business a crescere.

A seguire Roberto Bellini, direttore generale Assosoftware, ha presentato i risultati di una survey condotta lo scorso gennaio, che ha svelato quali sono le principali preoccupazioni delle aziende legate all’utilizzo dell’IA: si va da un problema di ordine etico (38% degli intervistati), ad aspetti legati a privacy (50%), sicurezza (37%) e ai costi (27%). A sorpresa, la perdita del lavoro non rappresenta invece la principale preoccupazione delle aziende intervistate: solo il 15% degli intervistati teme questo aspetto, mentre la preoccupazione più grande è quella legata a possibili risvolti di dipendenza da questi strumenti (62%).

In merito invece ai principali ambiti di sviluppo dell’AI, le aziende coinvolte nell’indagine pensano riguarderanno strumenti di interpretazione del linguaggio e di riconoscimento vocale (48%), riconoscimento ed elaborazione di immagini (22%), creazione di documenti (53%), analisi predittive (53%) e analisi dei dati per automazione dei processi (46%).

Elena Sulprizio di Idealista/data ha spiegato come l’IA e i Big Data possano supportare i professionisti immobiliari nell’acquisizione e valutazione degli immobili, analizzando i trend di domanda e offerta e utilizzando strumenti di analisi predittiva.

Andrea Tozzi di BVA Doxa ha presentato i risultati di una ricerca sulla percezione dell’intelligenza artificiale da parte degli utenti, rivelando che il 98% ne ha sentito parlare, ma solo il 29% possiede una conoscenza approfondita (Fonte: BVA Doxa – Osservatorio Artificial Intelligence Politecnico di Milano).

In termini di percezione, il 67% degli intervistati ha una visione positiva dell’IA, considerandola utile nella ricerca scientifica (37,1%), nel miglioramento della vita lavorativa (23%) e nelle prestazioni sanitarie (24,8%). Tuttavia, solo il 25% ha utilizzato strumenti come ChatGPT e solo il 18% ha sperimentato l’IA generativa.

Per quanto riguarda l’atteggiamento generale, il 22% si sente più interessato che preoccupato, il 49% è equamente diviso tra interesse e preoccupazione, e il 29% è più preoccupato che interessato. Gli utenti considerano l’IA utile nella ricerca immobiliare: il 31% per la stima del valore della casa, il 27% per cercare una casa da acquistare o affittare e il 25% per il calcolo di un mutuo. Infine, il 31% ritiene che l’IA migliorerà il servizio delle agenzie immobiliari, pur mantenendo la fiducia nel fattore umano. Il 48% preferisce una ricerca combinata tra IA e consulenza di un agente.

Luisa Crupi di COO Abitare Co. si è focalizzata sulle opportunità offerte dell’IA per migliorare la customer experience, raccontando nel dettaglio come questo tipo di tecnologia sia in grado di supportare i professionisti del settore con l’incrocio dei Big Data, ottimizzando i processi, velocizzando l’interpretazione delle numeriche e riducendo i possibili margini di errore nelle previsioni utili ai processi di vendita.

Francesco Sagrati di Deloitte ha chiuso i lavori parlando dell’utilizzo dei dati per le strategie di business. In Italia, il 17% delle grandi aziende ha adottato o sta valutando soluzioni di IA, mentre il 32% è scettico. Tra le PMI, il 2% sta integrando questi strumenti e il 7% prevede di farlo presto. Una ricerca globale condotta su oltre 2800 manager del settore immobiliare ha evidenziato riscontri positivi: il 56% prevede maggiore efficienza, il 35% una riduzione dei costi, il 18% minori rischi e il 25% maggiori profitti. Il 79% ritiene che l’IA cambierà il modello operativo entro 1-3 anni. Nel settore immobiliare, il 42% dichiara di utilizzare l’IA per vendite, listing, property e leasing, il 20% nei servizi finanziari e l’11% nella sostenibilità. Il 72% ritiene che la conoscenza degli strumenti di AI sarà essenziale per i professionisti entro i prossimi tre anni.

“La partecipazione di tutti i principali attori del settore e di oltre 250 agenti immobiliari è un segno tangibile dell’attenzione speciale che l’intero comparto dedica alle novità e alle prospettive emergenti, soprattutto in un contesto in cui le sfide dell’intelligenza artificiale stanno rapidamente trasformando il panorama”, ha commentato Diego Caponigro, organizzatore dell’evento e Ceo di Regold by Idealista. “Questa edizione dei Real Estate Awards ha riunito coloro che, nel mondo immobiliare, si stanno dimostrando pronti ad accogliere e ad adattarsi a tali sfide. Siamo in una fase di grande entusiasmo e cambiamento, e la presenza di così tanti professionisti dimostra la volontà e la capacità del settore di innovare e rimanere all’avanguardia”.

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