30 Maggio 2024
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Per chi suona la campana dei «Fenomeni» in Molise

Nella piccola regione, sede di una delle imprese più antiche del mondo (mille anni!) fioriscono realtà di insospettabile resilienza, capaci di affermarsi nel mondo senza infrastrutture e con servizi inadeguati

«Se è difficile fare impresa in Italia, in tutta Italia, purtroppo qui da noi è ancora più difficile! Eppure il Molise è un territorio che ha un bisogno spasmodico di imprenditoria, senza imprese nessun territorio cresce, e dunque quest’iniziativa – i Fenomeni di Economy – fa bene al nostro Molise»: così Vincenzo Longobardi, presidente di Confindustria Molise, ha esordito prendendo la parola alla tappa di Campobasso del tour della nostra testata tra le aziende “fenomenali” che fanno grande l’Italia. «Questa è un’occasione – ha proseguito – che ci dà la possibilità di valutare, e ricordare, la capacità che ha il territorio di esprimere talenti, un’occasione non da poco. Inoltre qui in Molise dovremmo essere in grado di sviluppare la cultura d’impresa e di fare sistema», il che però non è facile perché «le imprese si sviluppano con successo quando c’è sinergia con la politica e le comunità. Qui soffriamo invece di un grave deficit infrastrutturale che deriva dall’incapacità di pianificazione politica che abbiamo sempre avuto. Oggi le aziende devono essere aperte al sociale, i giovani hanno bisogno di riferimenti rinnovati rispetto a ieri, le persone vanno coinvolte di più, ci stiamo lavorando ma è un impegno per una collettività che dev’essere consapevole dei propri obiettivi, delle proprie capacità. Per questo è bello che oggi, qui, avremo le testimonianze di alcuni imprenditori di qualità che possono oin qualche modo essere da guida e ispirazione per gli altri».

I dati economici presentati all’evento di Campobasso dal presidente della Camera di Commercio del Molise – che ospitava i lavori – Paolo Spina, descrivono un tessuto economico che rappresenta appena lo 0,4% delle imprese italiane e 290 mila abitanti, quindi una massa critica molto modesta. «L’indice di natalità della nostra regione – ha detto – è tra i più bassi d’Italia, 5,7 su 1000 abitanti contro una media nazionale del 6,4 e questo non predice un futuro florido per il territorio. Negli ultimi quindici anni abbiamo perso l’11,1% delle imprese, e le 29 mila imprese attive hanno in media 2,4 dipendenti ciascuna, il che significa che in buona parte sono unpersonali. Il saldo commerciale con l’estero è attivo grazie ai prodotti chimici, con incremento rispetto a 22 del 76%, e agli autoveicoli, ai prodotti alimentari e alle bevande».

Su quel profilo particolare e ineludibile che è la sostenibilità – e che è una caratteristica ricorrente nelle imprese “fenomenali” che vengono presentate nella nostra rassegna – si è poi pronunciato Sergio Sgambato, direttore generale di Diligentia, partner dell’iniziativa con l’Istituto Tagliacarne (Gruppo Unioncamere) e con Symbola: «La vocazione della nostra associazione – ha spiegato – è promuovere la sostenibilità, e siamo una no-profit. Il criterio guida è quello della doppia materialità, che riflette e induce comportamenti sostenibili, perché un’impresa ha un’influenza fortissima sul suo territorio, sulle sue risorse umane, con l’unica variabile dimensionale del raggio d’azione, e d’altra parte il territorio ha a sua volta molta influenza sull’impresa. Oggi, però, le regole stanno imprimendo forti cambiamenti. E tra le regole c’è quella che impone alle imprese con oltre 500 dipendenti di fare il rapporto di sostenibilità e la certificazione del rapporto di sostenibilità. E anche le imprese sotto quella soglia, se sono fornitrici di imprese grandi, devono subire una due diligence di sostenibilità. In un’economia come questa del Molise, la responsab uilità di ogni singola imprese è di essere d’esempio per l’intero territorio, diventare socialmente responsabili, e no di Diligentia le aiutiamo».

Conclusa la parte introduttiva è stata la volta, come in ogni tappa, di una carrellata di imprese (sul nostro sito www.economymagazine.it i contributi audiovideo)… in rigoroso ordine alfabetico: il Caseificio Agnone, La Molisana, l’Armando Marinelli, la Prestiter, la Res, la Secretel Service, la Sensor Id.

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