23 Aprile 2024
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Milano, Hines presenta la “nuova” piazza Velasca

L’opera di riqualificazione dell’iconica Torre comprende anche il rinnovamento della piazza secondo i più elevati standard di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, e sarà ultimata all’inizio del 2024

La storica Torre Velasca, oggetto di un’opera di riqualificazione sviluppata da Hines (società globale di investimento, sviluppo e gestione immobiliare) torna a dialogare con la città di Milano presentando la rinnovata piazza, concepita come un luogo di interscambio tra privato e pubblico, in linea con una strategia di progettualità, rigenerazione sostenibile e valorizzazione di un landmark iconico. Hines European Value Fund (Hevf) è investitore del fondo Hevf Milan 1 attualmente gestito da Prelios SGR S.p.A. e proprietario di Torre Velasca, rispetto al quale Hines Italy svolge l’attività di development manager. Secondo quanto riferito dall’Agenzia Nova, dopo aver concluso il restauro delle facciate e iniziato il restauro degli interni, tuttora in corso, con la nuova piazza Velasca si completa l’articolato progetto volto a ridare luce a un simbolo di Milano e a trasformarlo in luogo di incontro e di aggregazione sociale. L’accesso pedonale all’edificio, il recupero di spazi attigui prima inutilizzati e l’arredo urbano restituiranno a Milano una nuova area aperta alla città che si riappropria del significato stesso di “piazza”, ripristinando lo storico ruolo di ritrovo per la comunità e rafforzando, quindi, il senso di appartenenza dei milanesi. La piazza, con finalizzazione prevista entro l’inizio del 2024, si propone di dare il giusto valore a uno dei simboli dell’architettura italiana con uno spazio arricchito da panchine e da ulivi, magnolie e aree verdi e progettato con una forte vocazione alla sostenibilità ambientale ed efficienza energetica.

Un nuovo spazio di socialità e condivisione

 

Il progetto di rigenerazione di Torre Velasca e della piazza circostante è curato dallo studio Asti Architetti, in collaborazione con lo studio Ceas, Esa Engineering, con Ars Aedificandi come General Contractor, in un continuo confronto con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Milano. Il progetto è stato sviluppato in linea con i più elevati standard di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, con l’obiettivo di ottenere la certificazione internazionale Leed. “Questa nuova fase del progetto rappresenta un tassello fondamentale nel complesso mosaico del recupero e valorizzazione di Torre Velasca, restituendo alla piazza la sua vera funzione e un ruolo nel tessuto urbano e sociale della città – ha affermato Mario Abbadessa, senior managing director e country head di Hines in Italy – Come lo studio BBPR nel dopoguerra è stato promotore di una nuova architettura capace di dialogare con il preesistente, noi vogliamo rinnovare questo interscambio con la città, trasformando uno spazio in una destinazione non solo da vedere e visitare, ma anche da vivere con un senso di socialità e condivisione. Torre Velasca stessa tornerà a nuova vita, recuperando e rivitalizzando in modo sostenibile le originarie funzioni d’uso, nel pieno rispetto dei loro elementi caratteristici, e arricchendosi di nuovi spazi aperti al pubblico, come aree business, ristorazione e wellness”.

Punto di riferimento iconico dello skyline milanese

 

“Nel disegnare piazza Velasca – ha aggiunto l’architetto Paolo Asti – la mia mano è stata guidata dalla precisa volontà di restituire alla città l’attacco a terra della Torre, reinterpretandone i rapporti con l’immediato intorno. La Torre Velasca è sempre stata un punto di riferimento dello skyline di Milano, tuttavia non faceva parte della vita quotidiana dei milanesi che difficilmente hanno avuto un rapporto diretto, ravvicinato con la propria torre. Il “piede” della Torre è stato sempre vissuto dai cittadini come un “non luogo” che inevitabilmente non ha permesso un giusto rapporto osmotico tra l’edificio e il proprio quartiere. Abbiamo quindi disegnato, uno spazio di rispetto alla Torre stessa, una sorta di “sagrato laico” che nel contempo ne esaltasse gli aspetti dimensionali e architettonici, favorendo il giusto rapporto di intrecci continui con la città. Un luogo di riposo della mente e del cuore, ma nello stesso tempo un luogo identitario, fecondo per la città, con lo sguardo rivolto verso il cielo”.

 

 

 

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