17 Giugno 2024
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Mercato immobiliare: avvisi d’asta in calo del 19% nel 2023

  L’Osservatorio sull’andamento delle aste immobiliari realizzato da Cherry Srl regista150mila nuovi avvisi Aste nel 2023 ma in calo rispetto al 2022, con la Lombardia prima regione d’Italia e con Roma prima sia tra le città che tra i Tribunali

L’Osservatorio ”Cherry Brick”, l’innovativo servizio sviluppato da Cherry srl che monitora le opportunità di investimento tra gli immobili all’asta ha rilevato che nel 2023 sono state oltre 150.000 le aste pubblicate in Italia (-19% rispetto alle circa 186.000 al 31 dicembre 2022), per un valore complessivo dell’offerta minima di partenza pari a circa 20,8 miliardi di euro (-29% rispetto ai 29,4 miliardi al 31 dicembre 2022).

«Nonostante si registri un generale decremento a livello nazionale sia nelle aste censite che nel valore minimo di partenza delle offerte, il settore delle aste immobiliari rimane un’area di notevole interesse per gli investitori desiderosi di sfruttare le migliori opportunità di mercato – sottolinea Chai Botta, Infrastructure Lead in Cherry Srl – Tuttavia, per farlo, è essenziale adottare approcci flessibili che considerino le variazioni regionali e locali, considerando anche la tipologia specifica di immobili ricercati. In questo contesto, i dati forniti dallo strumento Cherry Brick possono risultare utili per un’analisi approfondita, orientando così le decisioni in un mercato ad elevata dinamicità».

DISTRIBUZIONE NUOVE ASTE PUBBLICATE

Il Portale Vendite Pubbliche nel 2023 ha registrato la pubblicazione di 150.000 nuovi avvisi d’asta così articolati: il 54% in riferimento ad immobili ad uso residenziale (pari ad un totale di 81.547 aste sopravvenute), il 20% ad immobili ad uso commerciale (29.394) e solo il 4% ad immobili ad uso industriale (5.339), mentre un 22% è composto da “altre” categorie immobiliari (33.764).

Se si osservano i dati a livello regionale, il 13% del totale delle aste pubblicate è localizzato in Lombardia (per un totale di 20.212 nuovi avvisi, -22% sui 25.911 del 2022), il 12% in Sicilia (17.317) ed un ulteriore 10% nel Lazio (15.499). Ultima con lo 0,2% la regione Valle d’Aosta (287).
La maggior concentrazione di aste pubblicate si registra è nel Centro Italia (27%), seguito da Sud (24%), Nord-Ovest (21%), Isole (16%) e Nord-Est (12%).

Tra le grandi città, invece, Roma si conferma prima in Italia per numero di aste censite (4.101, -15% rispetto alle 4.802 del 2022), seguita da Napoli (1.072, -30%) e Catania (1.016, -23%).
A livello provinciale la Città Metropolitana di Roma guida la classifica con 9.974 aste pubblicate (pari al 7% del totale nazionale), seguita da Perugia e da Cosenza rispettivamente con 4.321 e 3.814.

Da ultimo, a livello di Tribunali locali, quello di Roma continua ad essere il primo in cui sono state pubblicate il maggior numero di nuove aste, complessivamente 5.484, pari al 4% del totale nazionale, in calo del 13% rispetto a dicembre 2022. Seguono i Tribunali di Brescia (3.585), Cagliari (3.360) e Milano (3.336).

BASE D’ASTA MEDIA (prezzo medio di partenza dell’asta)

Nel 2023 la base d’asta media nazionale delle vendite ammonta a circa 180.000 euro (-12% rispetto ai 205.000 euro al 31 dicembre 2022). Dalle singole categorie dell’Osservatorio emerge che nel 2023 la base d’asta media è calata rispetto al 2022 in relazione sia agli immobili commerciali, che si assestano a 191.000 euro per un -41% rispetto ai 323.000 euro del 2022, che agli immobili residenziali che registrano un valore di 132.000 euro per un -10% rispetto ai 147.000 euro del 2022. In controtendenza, invece, gli immobili industriali che registrano un + 4% per un valore di riferimento pari a 697.000 euro, così come gli impianti sportivi la cui base d’asta media risulta essere pari a 917.000 euro per un +71% rispetto al 2022.

Il Trentino-Alto Adige risulta la regione in cui si sono localizzati i lotti di valore medio di base d’asta mediamente più alto su scala nazionale con un complessivo di 265.000 euro (a differenza dei 241.000 euro al 31 dicembre 2022, +10%). Seguono l’Emilia-Romagna (253.000 euro, +28%), la Toscana (221.000, +1%) ed il Lazio (220.000 euro, -26%). Nelle ultime posizioni il Molise (105.000 euro, -20%) e la Calabria (116.000, -12%).

In merito poi al valore della somma di base d’asta complessiva a livello regionale, la Lombardia al termine dell’anno 2023 si assesta su un complessivo di 3,3 miliardi di euro (-3% sullo stesso periodo del 2022), seguita dal Lazio con 2,7 miliardi ed Emilia-Romagna e Toscana con 1,9 miliardi, mentre a livello provinciale la Città Metropolitana di Roma risulta prima con un valore di 2,1 miliardi di euro (-34% sul 2022 che registrava 3,2 miliardi), seguita a notevole distanza da Perugia e Milano rispettivamente con 652 e 602 milioni di euro.

MODALITÀ D’ASTA

Per quanto attiene alle modalità d’asta, la “asincrona telematica” e “la sincrona mista” (rispettivamente nel 34% e nel 32% dei casi) vengono preferite alla tipologia “presso il venditore” (27%) o “sincrona telematica” (7%).

 

Fernanda Rossetti

Fernanda Rossetti
Fernanda Rossetti
Appassionata di New Media, TV, innovazione, multicanalità. MBA, si occupa di Marketing & Content Factory in Economy Group. Ama leggere e scrivere sulle nuove frontiere dei Media e dell'Economia nazionale ed internazionale.
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