24 Febbraio 2024
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La digitalizzazione avanza tra mille difficoltà

Secondo la ricerca di PlanRadar, il principale ostacolo all'innovazione nei settori edile e immobiliare è il timore di un basso ritorno sugli investimenti. In ogni caso il 75% degli intervistati prevede un aumento degli investimenti nel Building Information Model e nei software di project management

PlanRadar, piattaforma digitale per la gestione della documentazione, delle attività e della comunicazione nei progetti edilizi e immobiliari, ha presentato il suo report “La digitalizzazione nel settore edile e immobiliare” che analizza il livello di digitalizzazione delle aziende del comparto e le prospettive di aumento degli investimenti in nuove tecnologie, analizzando le risposte di più di 1.300 professionisti di 15 Paesi differenti. Secondo quanto emerso dall’indagine, il 77% dei professionisti ritiene che l’introduzione di nuove tecnologie nei propri team o nella propria azienda sia difficile o molto difficile. In Italia la percentuale di professionisti che ritiene tali investimenti difficili o molto difficili si attesta al 79%, poco al di sopra della media globale, e solo il 21% ritiene che siano di facile o molto facile implementazione. Più ottimisti sono invece Germania (27%), Regno Unito (27%), Repubblica Ceca (28%) e Austria (36%), dove gli intervistati considerano il processo facile o molto facile.

I timori e la tradizione

 

Sebbene gli ostacoli percepiti all’introduzione di nuove tecnologie siano diversi, i fattori più rilevanti emersi dal campione italiano sono tre. In primo luogo, il 22% degli intervistati ritiene che l’impedimento principale sia la percezione di un basso ritorno sugli investimenti. Il dato è in linea con quanto rilevato in Spagna (20%), Francia (28%) e Austria e Germania (24%), che ritengono sia l’ostacolo maggiore, e con altri cinque Paesi su 15 che lo indicano come il primo o il secondo. Nonostante ciò, il report evidenzia la consapevolezza dei grandi vantaggi derivati dall’adozione di questi strumenti digitali, come nel caso dei software di project management, la cui introduzione, secondo il 95% degli intervistati, ha portato a una riduzione dei costi complessivi dei progetti (il 35% la stimano tra il 10% e il 30%, mentre il 33% tra il 5% e il 10% per cento. Il secondo maggiore ostacolo messo in evidenza dall’analisi di PlanRadar è la visione troppo tradizionalista dei diversi partecipanti a un progetto di costruzione che, secondo il 20% dei professionisti intervistati in Italia, rallenta l’introduzione e gli investimenti in nuove tecnologie. Infine, per il 19% degli intervistati il terzo fattore che rende gli investimenti tecnologici molto difficili in Italia è rappresentato dagli elevati costi di implementazione delle nuove tecnologie.

I ritorni della digitalizzazione

 

Nonostante le difficoltà nell’introdurre nuove tecnologie nelle aziende, il 39% dei professionisti in Italia ha aspettative di crescita degli investimenti nella digitalizzazione che si attestano tra l’11% e il 30%. Il nostro Paese è dunque allineato con la Germania (34%) e ha aspettative maggiori rispetto a quelle di altri mercati vicini come Austria, Francia e Spagna che prevedono invece una crescita di investimenti più contenuta, tra il 5% e il 10%. Se consideriamo la media complessiva di tutti gli intervistati, il 52% di essi prevede che le proprie aziende investiranno in futuro almeno l’11% in più nella digitalizzazione rispetto agli anni precedenti, dato che sale a un più ottimistico 31% per circa un quarto dei professionisti.

I principali ambiti di investimento tecnologico

 

Secondo la ricerca di PlanRadar, in Italia la principale area di investimento tecnologico è rappresentata dalla metodologia BIM (Building Information Modelling): il 75% dei professionisti italiani, infatti, prospetta un aumento significativo della spesa per gli investimenti in questa tecnologia, un dato in linea con Francia (77%) e Spagna (75%) e superiore alla media globale del 66%. Seguono a breve distanza gli investimenti nell’area dei programmi e dei software che facilitano la gestione dei progetti di costruzione e degli immobili. Nel nostro Paese, infatti, la percentuale di investimenti attesi si è attestata al 73%, un dato tutto sommato positivo considerato che si discosta di solo quattro punti dalla media globale (77%). Inoltre gli investimenti in soluzioni digitali a sostegno degli impegni ambientali, della regolamentazione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili sono aumentati significativamente negli ultimi anni, al passo con il crescente interesse del settore per le questioni ambientali e con le sempre più rigide direttive europee.

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