17 Giugno 2024
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Immobili, nel 2024 650mila compravendite e prezzi tra 0% e +2%

Il 2023 si è chiuso con volumi di compravendite degli immobili in diminuzione rispetto al 2022, intorno a 680 mila, che rappresentano comunque un buon numero di transazioni e un mercato in salute. Secondo le previsioni dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, il 2024 subirà un’ulteriore contrazione che porterà i volumi intorno a 650 mila.

Nel 2023 in calo le vendite degli immobili

«I tassi di interesse, ancora elevati e per i quali si prevede un miglioramento per il 2024, unitamente alla prudenza delle banche, sono elementi che rendono l’accesso al credito ancora difficoltoso, soprattutto per chi ha necessità di ricorrere a finanziamenti importanti. Questo potrebbe portare a una riduzione dei prezzi, in particolare per le tipologie più popolari e per le metrature più ampie. I tagli piccoli che non chiedono capitali importanti non dovrebbero subire importanti ribassi. Non ci aspettiamo impatti negativi sulle tipologie top, signorili e su quelle di nuova costruzione, in ottimo stato ed efficienti. Per queste soluzioni si è ancora disposti a spendere qualcosa in più», afferma Fabiana Megliola, responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa. «La realizzazione di nuove costruzioni sarà più facile che avvenga nelle grandi città. Potrebbero invece rallentare nell’hinterland e nei capoluoghi di provincia laddove i costi di costruzione fossero troppo alti per garantire un buon assorbimento sul mercato».

Megliola (Tecnocasa): “Riduzione dei prezzi nel 2024”

«Previsioni di ribasso dei valori anche per gli immobili da ristrutturare che richiedono lavori significativi», prosegue la responsabile. «Nelle realtà in cui si avverte ancora una mancanza di offerta i prezzi terranno, soprattutto nelle grandi città. Il gap tra le richieste dei proprietari e la diminuita disponibilità di spesa porterà a un allungamento dei tempi di vendita. Gli operatori del Gruppo Tecnocasa hanno già avvertito questa estensione nella seconda parte del 2023. Gli investimenti rimarranno una componente importante del mercato sia nella modalità destinata alla locazione breve sia a lungo termine ma, in quest’ultimo caso, con una maggiore attenzione alla solvibilità dell’inquilino a cui potrebbero essere richieste maggiori garanzie. Infatti, sono numerosi coloro che si stanno spostando sull’affitto breve. Previsioni buone anche per le località turistiche dove, nonostante la minore intensità della spinta all’acquisto sperimentata negli ultimi anni, si registra ancora un discreto interesse da parte di acquirenti stranieri».

Riparte il mercato delle locazioni

«Le locazioni continueranno sul sentiero di recupero grazie a una buona domanda. L’offerta non sempre sufficiente, soprattutto alla luce del ritorno degli short rent, sarà causa di un ulteriore aumento dei canoni di affitto degli immobili che però rischia di non essere più sostenibile. Naturalmente occorrerà considerare l’evoluzione dell’economia, per la quale si prevede una crescita ancora debole, il trend che avrà l’inflazione e in che direzione andrà la fiducia di imprese e consumatori», conclude Megliola.

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