25 Aprile 2024
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Il mercato chiede abitazioni in affitto: Europa e Italia a confronto

I risultati della ricerca presentata al "Forum locazione – Una casa per tutti" di Scenari Immobiliari e Abitare Co.

In Europa un modus vivendi da consolidare. In Italia un’opportunità tutta da costruire. È questo, in estrema sintesi, lo “stato dell’arte” del mercato degli affitti tratteggiato da rapporto La casa in locazione in Italia e in Europa, (corredato di focus sui mercati “locali” di Milano, Lombardia e Roma). La ricerca è stata presentata e commentata nel corso del “Forum locazione – Una casa per tutti”, organizzato a Milano da Scenari Immobiliari e Abitare Co.

Ecco i principali risultati del dossier che fa il punto sugli immobili abitativi destinati all’affitto in base a modelli industriali come il multifamily, il Build to rent (Btr), Prg (Private Rented Sector). In altre parole: come vera e propria asset class, dove far convergere investimenti, sviluppi, progettazione, servizi di gestione.

Partiamo dall’Europa, dove – come si legge nel dossier elaborato da Scenari Immobiliari – l’affitto prende sempre più quota. Negli ultimi 10 anni nei principali Paesi europei (Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna), i canoni di locazione sono cresciuti in media del 41,5%. Mentre nell’arco del 2023, gli affitti residenziali sono aumentati in media del 5%, raggiungendo i 18,50 euro al mq al mese.

Tra le principali città europee, Madrid è quella dove i canoni d’affitto sono aumentati mediamente di più nel 2023, con un +8,6%, seguita da Lisbona (+7,6%), Milano e Vienna (+6,4%), e Roma (+6,3%). In lieve aumento gli affitti medi di Berlino (+1,7 %) mentre sono stabili a Monaco di Baviera (+0,5%) e in calo ad Amsterdam (-2,1%).

Sul fronte degli investimenti in Europa nel comparto living, nel 2023 si è registrato un calo del 46% rispetto al 2022. Nel corso del 2024 è atteso recupero in grado di riportare living nei radar delle principali asset class (le previsioni, su questo fronte, parlano di un + 25% quest’anno e una ripresa che dovrebbe rivelarsi ancora più marcata nel 2025).  In Italia si dovrebbe superare il miliardo di investimenti, anche se restano tutte le difficoltà fiscali e gestionali per la crescita del settore.

Anche nel nostro Paese – a commentare i risultati del rapporto è Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – il mercato ha mostrato livelli di dinamicità che hanno contribuito al superamento di sfide di natura contingente, quali riduzione del potere di acquisto, erosione dei risparmi, rialzo dei tassi e tendenze evolutive che stanno consolidando i cambiamenti di natura strutturale che avevano subito un’accelerazione a partire dalla fine del 2019, quali la forte crescita degli affitti brevi e le difficoltà delle locazioni di medio e lungo periodo. Tuttavia, permangono, per motivi differenti e in buona parte del territorio nazionale, criticità legate al rincaro degli affitti che rendono sempre più stringente la necessità di sviluppare politiche e forme di incentivazione allo sviluppo di un’offerta abitativa in locazione sostenibile”.

“Nel 2023 l’aumento dei prezzi delle abitazioni e l’incremento del costo dei mutui – ha proseguito Zirnstein – hanno contribuito a consolidare il ruolo della locazione come soluzione, almeno teoricamente, maggiormente sostenibile, momentanea e meno impegnativa. I numeri del nostro Rapporto dimostrano che in Europa il mercato locativo è mosso, da una parte, da una forte pressione della domanda per abitazioni in affitto e, dall’altra, da un’offerta che non riesce a soddisfare questa domanda, sia in termini qualitativi che quantitativi, che porteranno nel breve periodo ad un ulteriore aumento dei canoni di locazione”.

Stiamo assistendo ad un cambio generazionale – così ha commentato i risultati della ricerca Giuseppe Crupi, ceo di Abitare Co. – legato ad un aumento di domanda composta da giovani al primo impiego, sia italiani che stranieri che arrivano a Milano, nuove famiglie e single under 40 che tendono ad andare in affitto grazie ad una buona disponibilità economica, a volte superiore alla media dei canoni di mercato. Questa domanda chiede un prodotto di qualità eccellente, nuovo o ristrutturato, in palazzi accoglienti, con servizi condominiali che valorizzino la qualità della vita, la socializzazione e che tengano conto della sostenibilità ambientale in termini di energy rating e razionalizzazione dei costi.

“L’offerta oggi – ha aggiunto Crupi – soffre di una carenza di prodotti disponibili a causa di una sua eccessiva frammentazione e di una quasi totale assenza di immobili di nuova costruzione o totalmente ristrutturati e riadattati da adibire a tale scopo. Questa carenza di alloggi ha esercitato e continua ad esercitare una enorme pressione sugli affitti nelle grandi città.

Gli investitori che guardano al mercato BTR o PRS ci sono – ha concluso il ceo di Abitare Co – e sanno bene che questa può essere una grande opportunità non solo per la diversificazione del proprio portafoglio, ma anche per produrre reddito in modo sostenibile, essendo oltremodo difensivo in termini di flusso di cassa”.

 

 

Cristina Giua
Cristina Giua
Cristina Giua, milanese, classe 1971, giornalista professionista dal 2012. Si è sempre occupata di giornalismo economico, con specializzazione in Finanza, Legal e Real Estate. Ha lavorato per testate come il Sole-24 Ore, Monitorimmobiliare, il Quotidiano Immobiliare. Si è occupata anche di organizzazione di eventi e di ufficio stampa & comunicazione per Fiera Milano e Fondazione ISMU (Istituto Studi sulla Multietnicità) della Regione Lombardia. Laureata in legge, con indirizzo d’impresa, presso l’Università degli Studi di Milano, ha in conseguito, in seguito, un Master in Giornalismo presso l’Università Cattolica di Milano.
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