26 Maggio 2024
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Il lavoro del futuro nella città del futuro: nel recente rapporto di Randstad l’analisi dei nuovi trend

Le nuove sfide delle smart city tra mobilità, sostenibilità, connettività ed evoluzione demografica: casi di studio e nuove professioni

Negli ultimi anni il rapporto tra lavoro e scelte abitative degli individui nella maggior parte dei Paesi avanzati è cambiato notevolmente. Viene data maggiore importanza alla qualità della vita in ambito lavorativo, sociale e abitativo.

Questo cambio di paradigma, la cui misurazione implica non poche difficoltà, è determinato da un cambiamento culturale ed è reso possibile da una serie di innovazioni tecnologiche che hanno modificato il nostro modo di muoverci, di lavorare e di interagire.

I nuovi paradigmi del lavoro, in particolare il lavoro da remoto nelle sue varie forme, stanno rivoluzionando le condizioni lavorative degli individui e le possibilità organizzative e tecniche delle imprese, ampliandone le possibilità e imponendo riflessioni in merito a come immaginiamo gli interni di case ed uffici, gli spostamenti tra casa e lavoro e il confine tra lavoro e vita familiare e sociale.

L’abitare di domani

Se pensiamo all’abitare di domani è possibile immaginare che i nostri centri abitati saranno trasformati dalla spinta forte della transizione digitale e verde.  Il momento singolare in cui viviamo permette infatti di portare avanti il progresso di due elementi apparentemente contrastanti, digitale e sostenibilità, mondo online e mondo offline, sfruttando le interconnessioni diffuse e costantemente a disposizione. Chiaramente, insieme alle possibilità abbiamo anche molte sfide davanti a noi. Al momento le più grandi sembrano essere due, una prima relativa alla sostenibilità ambientale, la seconda alla sostenibilità di tipo sociale e particolarmente legata ai temi demografici.

Da un lato si pone l’interrogativo circa la capacità nel proteggere la comunità dai tanti eventi ambientali estremi, che diverranno sempre più frequenti e intensi. Dall’altra parte il forte invecchiamento della popolazione imporrà di tenere conto del benessere fisico e psichico di una popolazione sempre più anziana, della sua integrazione nella società, dei suoi rapporti con le generazioni più lontane. A ciò si aggiungono le esigenze legate ai movimenti migratori: la nostra popolazione cambia, sia per composizione anagrafica sia per provenienza. La crisi delle nascite unitamente alla difficoltà di reperimento di personale da parte delle imprese hanno aperto alla possibilità di richiedere attivamente l’ingresso in Italia di popolazione straniera in età lavorativa per fare fronte alle grandi quantità di posti di lavoro che oggi restano scoperti.

Il lavoro del futuro tra mobilità, sostenibilità, connettività e demografica

Nel rapporto di Randstad, vengono analizzati i temi della mobilità, sostenibilità, connettività e demografia, accennando brevemente ai confini che li definiscono. Vengono inoltre indicati alcuni esempi, scelti sul territorio italiano, che possano essere di ispirazione per adottare politiche di miglioramento in ciascun ambito. Infine viene fornita una lista di possibili occupazioni innovative per le tante prospettive che i trend futuri portano con sé.  Al di là della trasformazione fisica delle città e dei centri urbani, i trend delineati, e che vengono trattiti all’interno del rapporto, hanno infatti implicazioni rilevanti anche sul mercato del lavoro.

Da una parte emerge la domanda di alcune nuove professioni. Ad esempio le nuove tendenze della mobilità e della logistica generano il fabbisogno di addetti al coordinamento tra servizi di trasporto pubblico e sharing, designer dell’intermodalità, gestori di servizi di community-based parking. La rilevanza dei temi di sostenibilità genera la domanda di amministratori del piano di sostenibilità per le imprese, addetti all’efficientamento delle risorse pubbliche e private, bioarchitetti, urbanisti circolari. Le nuove frontiere della digitalizzazione continuano a richiedere analisti di big data, ma vedono sorgere la richiesta anche di addetti alla telegestione dell’impiantistica, addetti al data strategy, gestori di smart grid. Infine, i cambiamenti demografici prospettano un futuro con un aumentato fabbisogno di professionisti che sapranno applicare le innovazioni al campo dell’assistenza alla persona, come gli specialisti in telemedicina o gli esperti in realtà virtuale per il benessere cognitivo, ma anche professionisti in grado di facilitare la partecipazione alla vita collettiva dei cittadini senior e gli scambi intergenerazionali dentro e fuori dal luogo di lavoro.

Smart city e cambiamento delle competenze richieste

Dall’altra parte, per molte professioni, assistiamo ad un cambiamento delle competenze richieste. L’esempio più rilevante in questo caso è quello della diffusione dello smart working, che richiede competenze digitali più spinte di quanto non venissero richieste precedentemente, pur non modificando le caratteristiche precipue delle singole professioni. Occorre poi considerare che i progetti di trasformazione delle città, nel loro complesso di procedure, strumenti, normative e criteri da rispettare, tendono a diventare sempre più complessi e contestualmente cresce la necessità di professionisti specializzati. Cresce il fabbisogno, ad esempio, di figure gestionali che sappiano coordinare i singoli progettisti per dare coerenza ai lavori e gestire i cambiamenti. Le competenze di sostenibilità e digitalizzazione poi devono essere integrate da parte dei professionisti in modo trasversale poiché le figure necessarie sono ibride. Gli attori che il mercato chiede per le città del domani devono infatti conoscere il loro settore, ma anche sapersi interfacciare con differenti professionalità: legali, economisti, sociologi, psicologi, neuroscienziati, esperti di sviluppo nella ricerca dei materiali, il tutto integrando competenze digitali ed energetiche. Oltre alle competenze tecniche delle diverse professioni, ciò su cui anche il nostro gruppo di esperti ha voluto puntare l’attenzione è la necessità, a fronte di un accrescersi delle attività remotizzabili, automatizzabili, digitalizzabili, di puntare con decisione ad un rafforzamento delle competenze interpersonali. Con un divario d’età che si allunga sempre più tra giovani e anziani, con tante tecnologie che ci permettono di gestire da soli attività che in precedenza richiedevano un’interazione umana, le abilità comunicative diventano la chiave per fare la differenza. La capacità di dialogare non solo con un dispositivo, ma tra individui, sta riaffiorando con forza tra il fabbisogno richiesti sia per svolgere correttamente alcune attività lavorative sia per prendere parte attiva nelle comunità, digitali o fisiche che siano.

 Per approfondimenti, consulta il report di Randstad a questo link: 

il lavoro del futuro nella città del futuro. (randstad.it)

Fernanda Rossetti

Fernanda Rossetti
Fernanda Rossetti
Appassionata di New Media, TV, innovazione, multicanalità. MBA, si occupa di Marketing & Content Factory in Economy Group. Ama leggere e scrivere sulle nuove frontiere dei Media e dell'Economia nazionale ed internazionale.
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