24 Luglio 2024
Edilizia, Costruzioni & Real Estate: banner 728x90
HomeNORMATIVEI fondi del Pnrr alle imprese ma solo col "bollino di qualità"

I fondi del Pnrr alle imprese ma solo col “bollino di qualità”

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza mette sul piatto almeno 40 miliardi di euro per le aziende dotate di attestazione Soa. Di cosa si tratta? Ce lo spiega Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa

Al via la corsa delle imprese per il possesso dell’attestazione Soa. È quanto sta avvenendo in questi mesi per più fattori a partire dal Superbonus e dal Pnrr.

Con riferimento alla tematica dei bonus edilizi dal 1 gennaio del 2023, secondo il Ddl di conversione del Dl 21/2022 col quale è stata modificata la disciplina del superbonus, per l’esecuzione dei lavori di importo superiore a 516 mila euro sarà obbligatorio che le imprese abbiano l’attestato Soa o, almeno, il contratto firmato con un Organismo di Attestazione (Soa) per permettere ai committenti di godere dei benefici fiscali.

«È un provvedimento che tende a rafforzare le garanzie e la qualità dei lavori affidati sulla base di contratti supportati da incentivi pubblici e, quindi, de facto pagati in parte con fondi statali anche se realizzati da privati», spiega a Economy Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, una delle società di attestazione più dinamiche sul mercato. «Vi sono però alcuni vincoli che devono essere superati: la temporaneità del provvedimento e il limite di 516 mila euro che è troppo alto per potere risolvere il problema alla radice. Si potrebbe abbassare a 150 mila euro il valore minimo dell’appalto, così come è previsto oggi per i lavori pubblici, e identificare alcuni correttivi che tendano a disincentivare fenomeni di free riding, come per esempio l’età dell’impresa».

Ancora più rilevanti sono le opportunità rappresentate dal Pnrr, che sta generando un aumento  di gare pubbliche e un incremento di apertura di nuovi cantieri. Tante aziende che avevano puntato sui bonus edilizi stanno tornando a guardare al mercato dei lavori pubblici come sbocco principale. E perché le aziende possano partecipare ai lavori pubblici le attestazioni Soa sono la precondizione. «Il Pnrr», prosegue Pelazzi «destina 222 miliardi di euro per la realizzazione di opere infrastrutturali. Opere che in prospettiva potranno sostenere il settore. Secondo Ance le risorse che potrebbero dare un impulso al comparto edile ammontano a circa 107 miliardi di euro, inclusi il fondo complementare e i fondi già in essere. Il Pnrr, nell’ambito degli investimenti previsti, presenta opportunità importanti per le aziende dotate di certificazioni Soa. Opportunità che saranno colte al meglio se saranno affrontate le criticità legate al “caro materiali” e al “caro energia”».

Secondo l’analisi condotta dal Centro Studi di Argenta Soa, con riferimento alle tipologie di attività che possono essere svolte da imprese con attestazione Soa, l’ammontare complessivo raggiunge almeno i 40 miliardi di euro. «Nella ripartizione dei lavori» spiega Pelazzi «gli investimenti previsti dalla misura 2.2 sono i più corposi (valgono 6 miliardi di euro) e si riferiscono ad attività necessarie per la “resilienza, la valorizzazione del territorio e per l’efficienza energetica dei Comuni”; seguono 4,6 miliardi di euro destinati a interventi per “asili nido e scuole dell’infanzia”; 4,5 miliardi per progetti di “riqualificazione urbana” e 3,9 miliardi ancora per riqualificazioni di edilizia scolastica. Il comparto edile ha un ruolo decisivo non solo per il peso che riveste nell’economia italiana ma anche per accompagnare il Paese verso la cosiddetta “transizione verde”: una buona parte delle misure dedicate dal Pnrr a questo tipo di obiettivo sono finalizzate a rinnovare gli immobili esistenti per renderli più efficienti dal punto di vista energetico. Alla luce della dipendenza del nostro Paese da fonti energetiche tradizionali, una maggiore efficienza delle unità abitative porterebbe non solo a garantire cospicui risparmi per i bilanci delle famiglie e del Paese, ma anche a ridurre i rischi derivanti dalla forte dipendenza dagli umori e dalle ritorsioni di Paesi non vicini dal punto di vista geopolitico».

Quali prospettive? 

Questo stato di cose comunque pesa in maniera significativa sulle prospettive di crescita del settore e del Paese. Una survey condotta  dal Centro Studi di Argenta Soasu un campione di imprenditori a capo di aziende che possiedono le certificazioni Soa e che operano sia nel pubblico che nel privato ha evidenziato i rischi all’orizzonte del settore.  

«Sulla questione dei lavori previsti nell’ambito del Pnrr c’è un ragionevole ottimismo che i lavori verranno realizzati secondo i tempi previsti», sottolinea Pelazzi. «Ma una parte di imprenditori ritiene indispensabile, affinché ciò si realizzi, che gli enti pubblici si organizzino e si velocizzino anche assumendo nuove risorse qualificate per potere lavorare nell’ambito delle gare di appalto. Le imprese in buona parte ritengono che l’attestazione Soa sia un fattore discriminante nella scelta del privato di appaltare un lavoro a un’impresa edile. Privato ormai consapevole del bollino di qualità e di professionalità che tale attestazione garantisce».

Le Soa come certificazione  di impresa Esg compliant

Nell’indagine condotta dal Centro Studi di Argenta Soa presso un campione di imprenditori del settore delle costruzioni, gli intervistati hanno richiesto di prevedere certificazioni volontarie  (analogamente alle Iso) che permettano di essere riconosciute come Esg compliant, rivolgendosi a fornitori con analoghe certificazioni e garantendo, sotto questo profilo, anche le aziende delle quali sono a loro volta fornitrici. In tal modo, lungo tutta la filiera si genera un ecosistema di imprese che rispettano gli obiettivi di sostenibilità, da monte a valle della catena produttiva. 

«In un contesto – continua Pelazzi – che sta puntando sempre di più verso il “green” si presentano grandi opportunità per le imprese che sapranno allinearsi ai parametri Esg, che anche il nuovo sistema regolatorio europeo considera come uno dei driver dello sviluppo economico. Anche il settore delle costruzioni sta cercando di valorizzare l’aspetto più strettamente legato alla sostenibilità economica, sociale, ambientale. L’obiettivo per le aziende, soprattutto per quelle che operano per o con i grandi investitori internazionali, è di poter essere facilmente riconosciute come Esg compliant, ovvero rispettose dei fattori ambientali, sociali e di governance (Esg), al fine di divenire, nel contempo, soggetti privilegiati per gli investitori che, oggi più di prima, tengono in considerazione questi aspetti nella selezione delle imprese sulle quali investire. I fattori Esg, infatti, sono un insieme di parametri – non sempre considerati in modo sistematico in passato – cruciali per la reputazione e la performance dell’azienda, che si allinea maggiormente con le preferenze dei consumatori e diviene meno esposta a rischi regolamentari».

Le SOA, aziende private con funzioni pubblicistiche

L’entrata in vigore del D.P.R. 34/2000 ha reso obbligatorio il possesso dell’attestato rilasciato dalla Soa per la partecipazione agli appalti pubblici di lavori di importo superiore ai 150 mila euro.

Sono più di 25 mila le imprese in Italia che hanno attestazioni Soa.

L’attività svolta dalle Soa rappresenta un unicum nel mondo delle aziende dei servizi: sono aziende private che svolgono funzione pubblicistica e si sostituiscono allo Stato nel ruolo di presidio e controllo della legalità delle imprese che operano nel mercato degli appalti pubblici.

L’attestazione Soa garantisce che l’azienda che la possiede soddisfi determinati requisiti di legge, come quello di moralità della governance e dell’impresa stessa, con i certificati del casellario giudiziale adeguati e l’essere in regola con il pagamento delle tasse e dei contributi. Per quanto riguarda la solidità dell’impresa vengono analizzati requisiti economici e tecnici per poter eseguire le opere.

Le società sono autorizzate ad operare e vigilate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac).

L’istruttoria per ottenere una Soa può durare al massimo 180 giorni dalla stipula del contratto con un organismo di attestazione. 

Le tariffe per le attestazioni sono   fisse e definite dalla normativa.

ARTICOLI CORRELATI

IN PRIMO PIANO