25 Giugno 2024
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Elezioni europee e riqualificazione edilizia: candidati tutti d’accordo, ma con obiettivi diversi

Su 193 candidati di ogni forza politica interpellati, in 53 hanno risposto all'indagine

In vista delle elezioni al Parlamento europeo (8-9 giugno 2024), Renovate Italy ha sottoposto un questionario di 15 domande a tutti i candidati italiani. La finalità dell’indagine è stata conoscere la posizione di questi ultimi rispetto al tema della riqualificazione del patrimonio edilizio. Questo argomento, infatti, è parte integrante di molti documenti programmatici dell’Unione europea (vedi i progetti Green deal e Renovation wave initiative), rendendo di fatto la riqualificazione edilizia una priorità politica, economica, sociale e ambientale.

Il campione di indagine

In totale, sono stati contattati 193 candidati di ogni forza politica, via mail o via social network. L’invito è stato ripetuto ogni 3 giorni per 3 settimane. Solo 53 dei 193 candidati hanno risposto. Ecco la composizione politica: 10 questionari risposti da Alleanza Verdi e Sinistra, 9 dal Movimento 5 Stelle, 9 dal Partito Democratico, 10 da Azione, 5 da Stati Uniti d’Europa, 3 da Forza Italia, 4 da Fratelli d’Italia, 3 da Lega Salvini premier.

Il tasso di risposta è stato più elevato nei partiti dell’opposizione (vicino al 50%). Molto basso nei candidati dei partiti di maggioranza (circa il 15%)

Quale riqualificazione energetica

Un primo elemento tratto dalla risposte è una sensibilità – trasversale e diffusa – sul tema della riqualificazione energetica. Soprattutto sulla consapevolezza dei benefici conseguenti. Tuttavia, tra forze di opposizione e forze al Governo, regnano convinzioni diverse su quali siano i vantaggi. Anche se, va detto, gli schieramenti politici non sono granitici e a volte forze politiche di schieramenti opposti condividono il medesimo punto di vista.

Ad esempio, il fatto che abitare in case riqualificate migliori la salute e consenta di vivere meglio, è fortemente percepito da tutti i partiti attualmente all’opposizione, ma anche da Forza Italia. Fratelli d’Italia e Lega hanno invece una visione differente (nella Lega prevale, ad esempio, il disaccordo). Il nesso tra riqualificazione e l’aumento dell’occupazione è sentito da Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Fratelli d’Italia. Azione, Stati Uniti d’Europa, Forza Italia e la Lega sono “parzialmente d’accordo”.

I vantaggi più appetibili…

I benefici elencati sono associati al processo di riqualificazione del patrimonio edilizio. Questo l’ordine per importanza: il miglioramento della sicurezza energetica (“parzialmente d’accordo” solo Lega e Forza Italia); la conservazione dell’identità culturale (“parzialmente d’accordo”: Alleanza Verdi Sinistra e Partito Democratico); l’aumento di salute e benessere (Fratelli d’Italia si dichiara “parzialmente in disaccordo” e Lega “parzialmente in disaccordo”).

… e quelli meno

I benefici meno percepiti sono risultati la diminuzione dell’inquinamento locale e globale (sono “completamente d’accordo” le forze politiche di opposizione); la crescita economica (“completamente d’accordo”: Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Stati Uniti d’Europa) e l’aumento dell’occupazione (“completamente d’accordo”: Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra).

Quali politiche adottare

Tutti i candidati, con la sola eccezione di due (uno del partito Alleanza Verdi Sinistra e uno del Movimento 5 Stelle), ritengono che il percorso di supporto e promozione della riqualificazione energetica degli edifici, condotto dalle istituzioni UE fino ad oggi, debba continuare. I candidati provenienti dalle forze di Governo, oltre a parte dei candidati di Azione, Stati Uniti d’Europa e uno del PD, ritengono che ciò debba avvenire nel rispetto dell’autonomia e delle specificità degli Stati Membri. La quasi totalità dei candidati appartenenti a forze dell’opposizione, invece, ritiene che accanto a norme comuni per tutti i Paesi membri, occorra attivare risorse economiche e finanziarie comuni.

L’efficienza energetica

Forte accordo si registra sul tema dell’applicazione in Italia del principio “energy efficiency first”. Alla domanda se le norme nazionali di riduzione dei consumi energetici in ediliziaesportabili in Europa, 50 su 53 candidati si sono detti sono d’accordo. Anche se l’accordo quasi totale è per motivazioni diverse: 35 su 53, di diverse forze politiche sia di destra sia di sinistra, vedono la motivazione nella necessità che la riqualificazione edilizia migliori effettivamente la qualità dell’abitare. Altri 10, invece, (per lo più di Forza Italia e Azione) ritengono che la motivazione sia assicurare la redditività dell’intervento

Le misure e le tecnologie da scegliere

Interrogati su quali misure debbano essere promosse dal legislatore per accelerare il processo di riqualificazione edilizia del patrimonio edificato, i candidati, in maniera trasversale tra i partiti, si sono definiti propensi principalmente a due tipologie di interventi. Per 24 su 53 candidati la soluzione è aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo (al fine di ridurre i costi delle riqualificazioni). Per 18 la strada prioritaria è aumentare il numero delle riqualificazioni grazie all’apertura di sportelli unici informativi per cittadini e tecnici (gli One stop shop).

Sulle risposte sui tipi di tecnologie d’intervento da privilegiare nelle riqualificazioni energetiche degli edifici, 21 candidati ritengono fondamentale investire nella riduzione dei consumi, senza favoritismi tecnologici La proposta di favorire le fonti rinnovabili ha accolto 16 preferenze. Dare priorità alla coibentazione dell’involucro ha raccolto 12 preferenze. Privilegiare le soluzioni impiantistiche ha segnato solo 4 consensi.

Quali immobili privilegiare

Il questionario chiedeva ai candidati anche dove indirizzare principalmente il piano di incentivazione europeo per l’efficienza energetica. Diciannove candidati su 53, trasversalmente a tutti i partiti, ritengono che, pur trattandosi di un piano europeo, l’indirizzo debba essere stabilito in autonomia da ogni Paese membro. Tredici candidati, tutti appartenenti all’opposizione, ritengono che tali incentivi comunitari debbano essere orientati alla prima casa In 12, anche questi tutti di partiti dell’opposizione, considerano prioritario destinare i fondi alle riqualificazioni che portano l’edificio ad essere a consumo zero. Infine, 7 candidati – di tutti i partiti, con eccezione di Lega e PD – darebbero priorità alla riqualificazione di edifici pubblici.

Il parco edilizio italiano

La riqualificazione del parco edilizio è un settore che in Italia muove circa 223 miliardi di euro annui, pari al 77% del totale dell’industria delle costruzioni. Questi investimenti rappresentano l’11,3% del PIL Italiano e generano oltre 400mila posti di lavoro (fonte: Il valore dell’abitare, Cresme, Symbola, 2024). Il tasso virtuale di riqualificazione energetica oggi in Italia è dello 0,85% (fonte: Pniec, 2023), oltre quattro volte quello europeo (0,2%).

Secondo Renovate Italy, la nuova Direttiva europea Efbp (detta anche “Direttiva case green”) offre un percorso per il futuro della riqualificazione edilizia. A livello nazionale, serve collaborare ad un recepimento ambizioso della Direttiva, che dia fiducia agli investitori. A livello europeo, occorre aumentare l’impegno economico e finanziario sulle attività strategiche per promuovere la riqualificazione energetica: formazione, supporto tecnico alle Pa, ricerca e sviluppo.

Cristina Giua
Cristina Giua
Cristina Giua, milanese, classe 1971, giornalista professionista dal 2012. Si è sempre occupata di giornalismo economico, con specializzazione in Finanza, Legal e Real Estate. Ha lavorato per testate come il Sole-24 Ore, Monitorimmobiliare, il Quotidiano Immobiliare. Si è occupata anche di organizzazione di eventi e di ufficio stampa & comunicazione per Fiera Milano e Fondazione ISMU (Istituto Studi sulla Multietnicità) della Regione Lombardia. Laureata in legge, con indirizzo d’impresa, presso l’Università degli Studi di Milano, ha in conseguito, in seguito, un Master in Giornalismo presso l’Università Cattolica di Milano.
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