25 Giugno 2024
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Edison Next: il nostro modello di rigenerazione urbana

Le città sono responsabili di circa il 75% delle emissioni di gas climalteranti (per la mobilità, le residenze e le attività produttive) e di circa il 60% dei consumi energetici a livello globale. Per raggiungere i sempre più sfidanti obiettivi climatici e di sostenibilità, si stima che in Italia da qui al 2030 saranno messi in campo 15 miliardi di euro per la rigenerazione urbana, oltre a 3 miliardi di euro per interventi legati alla smart city, dall’illuminazione intelligente allo smart parking, dalla sicurezza alla gestione del traffico. In questa intervista Valentina Infante, Direttore Rigenerazione urbana di Edison Next, spiega in che modo è possibile realizzare i progetti in modo ottimale e in tempi brevi.

I progetti di rigenerazione urbana si moltiplicano anche in Italia: quale il ruolo di Edison Next?

Siamo forti di un organico di oltre 3500 persone, e abbiamo competenze di largo spettro, dall’economia circolare alla mobilità e autoproduzione sostenibile, dai green gas fino a processi più tradizionali come cogenerazione e trigenerazione (impianti per la produzione contemporanea di elettricità, calore e aria o acqua fredda, n.d.r). Questo è molto utile, perché lo sviluppo in ottica di rigenerazione urbana comporta il dover affrontare tematiche molto ampie. Per creare un nuovo quartiere sostenibile e intelligente, infatti, bisogna valutarlo da tutti i punti di vista: della sostenibilità energetica, sociale e economica. Per Edison Next trasformare le città in realtà sostenibili e intelligenti non significa solo realizzare quartieri a impatto zero o intervenire con soluzioni digitali ma soprattutto valorizzare le risorse locali e rendere il contesto a misura d’uomo. Quindi il ruolo di una società come la nostra è quello di riuscire a progettare un modello di sviluppo a tutto tondo, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione e di transizione energetica del territorio che tenga in considerazione le sue specificità e ne garantisca la competitività. Un ruolo molto complesso e variegato dunque, come lo sono i programmi di rigenerazione urbana. Abbiamo un’idea molto chiara del modo migliore di procedere.

Quale?

Come Edison Next pensiamo sia fondamentale ragionare fin da subito integrando la pianificazione energetica e quella urbanistica e tenendo conto di tutti gli aspetti, anche quelli relativi ai servizi energetici e a quelli smart, per ottenere il risultato nella maniera più efficiente. Quando si va a realizzare un quartiere nuovo, se non si ragiona da subito in forma integrata e complessiva, spesso nei cantieri succede di scavare e richiudere più volte. Se invece si ragiona con una logica di sviluppo completamente integrato, si sviluppa più in fretta e senza impatti negativi anche in termini di inutili lungaggini. Questo è un aspetto molto importante, che portiamo avanti con le amministrazioni e gli altri stakeholders nella realizzazione di un nuovo quartiere efficiente, sostenibile, intelligente e anche inclusivo: uno dei nostri obiettivi è quello di creare un ambiente, una qualità della vita più in linea con i bisogni e il benessere delle persone.

La complessità dei progetti di rigenerazione urbana, dunque, richiede un approccio complesso?

Proprio così. Mettere insieme in fasi successive più operatori non è la soluzione migliore, l’ideale è mettere insieme fin da subito i principali stakeholder. Un soggetto come Edison Next ha già molte competenze, ma per esempio non è un costruttore, anche se ha al suo interno delle competenze in tema di progettazione architettonica. Quindi il mondo della PA e quello del Real estate devono integrarsi con quello di Edison Next: lo sviluppo congiunto di progettualità da parte di questi tre soggetti è il più efficiente che si possa avere. Ma non basta.

Che altro serve per procedere nel modo più efficace?

In progetti di questo genere è necessario, oltre che condividere l’obiettivo tra tutti gli stakeholder presenti, anche trovare la soluzione che consenta di raggiungere l’obiettivo primo che si persegue. Avvalersi di un operatore come Edison Next, che ha storicamente sviluppato reti di teleriscaldamento e che le sviluppa oggi in modo non più tradizionale ma molto più efficiente attraverso l’integrazione delle risorse locali, con sistemi innovativi che includono il teleraffrescamento come sono gli anelli idronici, che alimentano i singoli quartieri ma sono in grado di agire in sinergia in caso di problemi alla rete, consente di creare un sistema con la massima efficienza energetica, di abbattere quasi completamente le emissioni di Co2, di sviluppare le fonti rinnovabili necessarie per coprire le esigenze energetiche del sistema che si sta sviluppando. Ancora, è possibile garantire la qualità del quartiere attraverso lo sviluppo dell’illuminazione pubblica, dei semafori intelligenti, dei sistemi di sicurezza, degli attraversamenti intelligenti, delle colonnine di ricarica per la mobilità elettrica. E poi c’è il suggello di questo insieme di azioni.

In che cosa consiste?

Nella realizzazione di un sistema di rilevamento dei dati che confluisce in una piattaforma di governo, il sistema centrale che Edison Next sviluppa e integra man mano. Un sistema che permette di raccogliere le informazioni sul territorio anche dai sistemi già esistenti, allargandosi oltre i confini del progetto e diventando così un punto molto importante di informazione e supporto della gestione della città, dei sistemi energetici e della stessa comunità. Si crea così una fonte di informazione per la cittadinanza, e un collegamento tra chi governa la città e il cittadino. Il nostro ruolo mette insieme dunque tanti aspetti diversi, dal sistema di condizionamento degli ambienti a sistemi di sfruttamento di risorse esistenti, per esempio della geotermia attraverso le pompe di calore e dei cascami termici; e anche lo sviluppo e lo sfruttamento di tutte le informazioni attraverso l’installazione dei sensori, la pubblica illuminazione, l’e-mobility, l’idrogeno ove possibile e interessante. Abbiamo la possibilità di valorizzare tutti gli elementi necessari per rendere una città o un quartiere sostenibile e intelligente, integrandolo con il resto del contesto così come consentito dal sistema di governo e da strumenti digitali come Digital Twins e Building Information Modeling per sviluppare modelli digitali di edifici quartieri e città e simulare possibili scenari in ottica di valorizzazione del contesto e minimizzazione di sprechi ed emissioni.

Che ruolo ha in questo ambito il Partenariato Pubblico Privato (PPP)?

È un elemento chiave: in un progetto di rigenerazione urbana alcuni aspetti rientrano nelle competenze delle amministrazioni pubbliche, altri in quelle del privato. Affinché il progetto possa svilupparsi in maniera coerente e integrata sia dal punto di vista urbanistico che da quello energetico e di servizi smart, il PPP è lo strumento a nostro parere più efficace e flessibile. Il PPP ha una serie di vantaggi: garantisce una maggiore efficacia nella progettualità e stabilità nel rapporto tra pubblico e privato, consente il conseguimento di standard più elevati in termini sia di qualità che di efficienza della performance del servizio, agevola una valutazione tempestiva e un’allocazione più sistematica dei rischi connessi all’implementazione ed erogazione del servizio stesso, con conseguente contenimento dei relativi costi.

I progetti di rigenerazione urbana richiedono forti investimenti: Edison Next può partecipare?

Ci proponiamo come partner energetico, e quindi anche come realizzatore, sviluppatore e appunto investitore. Si tratta di costruire una governance condivisa che permette di progettare un percorso integrato di rigenerazione urbana che combina soluzioni già oggi più accessibili per la transizione energetica con la visione prospettica delle tecnologie che potrebbero essere messe in campo in futuro.

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