30 Maggio 2024
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Economy-Rsm Award 2024, ecco le imprese oneste e vincenti

Premiate a Roma, nella sala capitolare del Senato della Repubblica, le aziende economicamente profittevoli che hanno ottenuto il rating di legalità. Un'occasione di confronto tra aziende, politica e istituzioni

Diciamolo, forte e chiaro: a chi non fa piacere ricevere un premio, veder riconosciuti i propri sforzi e sapere di aver compiuto i passi nella direzione giusta? Vale anche per Legalità e Profitto – Economy-Rsm Award 2024, ma concedete un’osservazione. In questo caso, la soddisfazione dei premiati è doppia. Non soltanto un’impresa può mostrare di stare a pieno titolo nel panorama di quelle economicamente solide – requisito fondamentale per stare a testa alta sul mercato – ma anche nella ‘rosa’ di quelle virtuose e corrette, altro requisito non trascurabile. Non è un traguardo da poco, soprattutto in un Paese come il nostro nel quale uno scrittore come Corrado Alvaro non senza una bella dose di amarezza osservava che «la disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che essere onesti sia inutile». Un riconoscimento che ha questo, di notevole: e cioè essere non soltanto un simbolo da poter esporre fieramente, ma anche l’attestato di un legittimo orgoglio, rientrare tra imprese sanno essere “oneste e vincenti”.

Alla cerimonia, nella Sala capitolare del Senato, nella seicentesca piazza della Minerva a Roma, si è respirata l’atmosfera delle grandi occasioni, tra i flash dei fotografi agli imprenditori visibilmente emozionati e le strette di mano da parte di politici e colleghi. Il premio, vale la pena ricordare, è giunto alla sua terza edizione, è stato conferito a cento imprese (dai 2 ai 500 milioni di euro fatturato, che abbiano già ottenuto il rating di legalità), promosso da Economy Group, e da Rsm deputata alla revisione e certificazione contabile, con la partnership dell’Anac e con il patrocinio del Senato della Repubblica.

A fare gli onori di casa, il questore di Palazzo Madama, Antonio De Poli, che ha salutato l’iniziativa spiegando che serve proprio a testimoniare come sia possibile rispettare le regole e allo stesso tempo competere sul mercato. «Ci fa piacere – ha esordito – ricevere nel contesto istituzionale del Senato questa conferenza che mette in evidenza quanto l’intelletto e la capacità di fare innovazione delle nostre imprese siano aspetti fondamentali del nostro tessuto socio-economico».

Come ha evidenziato il direttore di Economy Sergio Luciano, già il fatto di partecipare alla graduatoria è un sintomo di integrità. «Se un’azienda si mette a nudo e si sottopone ad una radiografia integrale – ha osservato – è un successo di per sé ed è importante avere un attestato che ne accerti la serietà e la correttezza. La legalità è un valore essenziale perché la sua mancanza è come il doping nello sport: inquina la gara, nuoce ai concorrenti onesto ma alla lunga danneggia anche gli atleti stessi cui vi ricorrono». In questo senso, ha fatto presente Giuseppe Caroccia – amministratore delegato di Rsm – queste imprese “oneste e vincenti” vanno anche sostenute, perché «la correttezza e la legalità sono dei valori imprescindibili e requisiti da valorizzare».

La legge ha istituito il rating di legalità definendolo un “indicatore sintetico del rispetto di elevati standard di legalità”. Lo ha introdotto nel 2012 e volto alla promozione e all’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, in un prossimo futuro non sarà l’unico. In occasione della premiazione, il presidente dell’Anac Giuseppe Busia ha fatto un importante annuncio: il nuovo Codice degli Appalti prevede (e affida proprio all’Anac) l’istituzione di un nuovo “rating d’impresa” che prenda in considerazione anche la reputazione stessa dell’impresa, che tenga cioé conto dei comportamenti avuti in precedenza, della storia dell’azienda e del rispetto prestato alle regole. In tema di contratti pubblici, quindi, non basterà che un’impresa abbia i requisiti di legalità ma sarà necessario che dimostri che in passato, una volta ottenuto un appalto, abbia svolto i lavori nei tempi prefissati e con piena soddisfazione degli utenti. «Con criteri oggettivi – ha spiegato  Busia – il nuovo rating diventerà un elemento chiave per le imprese che vogliano costruire ricchezza, che guardino lontano e che investano per i loro obiettivi un impegno nel lungo periodo, senza accontentarsi di un risultato nell’immediato ma che si siano adoperate a costruire un rapporto di fiducia con le istituzioni pubbliche».

In quest’ottica, ha detto dal canto suo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, con delega al Cipess, e quindi al Fsc (Fondo per lo sviluppo e la Coesione), lo Stato mette a disposizione fondi per promuovere gli investimenti in modo tale che il privato «possa rendere i servizi pubblici più efficienti», con soddisfazione sia del mercato che della collettività stessa. Vale quindi la pena di rimboccarsi le maniche e di continuare a farlo tenendo la barra dritta. Ed è questo il messaggio lanciato dalla tavola rotonda tenutasi in occasione della cerimonia, moderata da Marina Marinetti, condirettore di Economy, alla quale sono intervenuti Simona Arduini, vicepresidente del consiglio di amministrazione di Banca Ifis, Giovanni Pelazzi, amministratore delegato di Argenta Soa, Alfredo Robledo, Presidente della Sangalli Spa, Iole Anna Savini, Past president di Trasparency International Italia, Salvatore Turrisi, Presidente di Sielte.

In questo contesto lo Stato, ha puntualizzato in chiusura il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, farà la sua parte. Vero che la legalità è un valore, ma è altrettanto vero che spesso c’è chi lo dimentica. «Nessun dorma – ha spiegato Sisto – e  nessuno si illuda che violando le regole, potrà contare su un ordinamento volto a perdonare chi approfitta di situazioni per un suo tornaconto personale. L’obiettivo è quello di offrire alle imprese l’idea di uno Stato-amico ma anche la sicurezza che si troverà di fronte ad un muro chi vorrà fare del mercato solo un gran bazar».

Peraltro essere onesti paga, non solo chi lo è ma anche tutti gli altri attori in campo, che della legalità si giovano.

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