24 Febbraio 2024
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Cosa chiedono le aziende in tema di uffici?

Non solo un workplace ma un life place. Alexei Dal Pastro, AD Italia di Covivio, parla dei trend sul mercato milanese

Inclusione, benessere, relazione con le persone, sostenibilità: sono queste le innovazioni su cui il mondo del real estate si sta misurando in tema di immobili per i quali la definizione di “uffici” è diventata stretta. Per capire cosa cercano oggi le aziende e i dipendenti in tema di spazi, servizi e gestione degli immobili direzionali ci siamo rivolti a Alexei Dal Pastro, CEO Italy di Covivio.
“Dal workplace al life place”: Covivio ha scelto di dare questo titolo al paper dedicato agli “scenari e alle linee guida per progettare spazi di lavoro più inclusivi”.

Come si declina questo “cambio di passo” nel modo di progettare gli uffici e che impatto ha sulla gestione degli immobili nel tempo?
Le strategie e gli interventi che favoriscono la creazione di ambienti di lavoro inclusivi contribuiscono alla tensione al benessere diffuso, ormai prioritaria per un numero sempre crescente di aziende italiane. Questo approccio è condiviso da Covivio che nel paper “Dal workplace al life place. Scenari e linee guida per progettare spazi di lavoro più inclusivi” ha voluto riconoscere il ruolo strategico dell’ufficio nella valorizzazione delle esigenze, delle diversità e delle preferenze degli utenti in materia di inclusione. Perché questo accada la progettazione non deve stigmatizzare nessuno, bensì favorire un ambiente di lavoro più sereno e appagante e, di conseguenza, un’organizzazione più innovativa e produttiva.
Progettare un ambiente inclusivo non significa, infatti, concentrarsi solo sulle differenze fisiche, culturali, ma anche sui diversi stili di lavoro, e le diverse sensibilità. Prestando un’attenzione particolare alle diversità e alle specificità rappresentate in primis dalla disabilità fisica, psichica e sensoriale, il genere e la cultura, che comprende in senso lato provenienza, etnia, credo religioso, l’ufficio diventa così uno spazio multidimensionale, connesso, globale e vitale, sempre più orientato al benessere: da workplace a life place.
Condizione necessaria per questo cambio di passo è coinvolgere gli utenti finali in fase di progettazione e con regolarità nelle fasi successive per pianificare eventuali interventi correttivi: la partecipazione degli utenti a questo processo è uno degli strumenti più potenti che le organizzazioni hanno per dare voce alla comunità che abita i loro spazi. Solo così si offre loro l’opportunità di crescere e dare il meglio di sé, esprimendo il proprio potenziale, indipendentemente dalle proprie capacità, e si alimenta un senso di appartenenza che può tradursi in maggiore produttività, più innovazione e migliori processi decisionali nelle organizzazioni.

Che cosa vi chiedono le aziende che cercano una nuova sede su una “piazza” esigente come quella di Milano? E che cosa chiedono i tenant che devono rinnovare i contratti di locazione già in essere?
L’ultimo decennio è stato caratterizzato da eventi di grande cambiamento sociale che hanno portato a uno stravolgimento nell’interpretazione del luogo di lavoro e nel modo di collaborare tra le persone. Si assiste a una maggiore richiesta di spazi di lavoro moderni e flessibili, in posizioni privilegiate e ben connesse, con una componente di servizio e di innovazione tecnologica, e con dotazioni che favoriscano la creatività, la performance e la più efficace collaborazione tra le persone. Si registra, per esempio, un’ampia domanda di spazi comuni, aree che attengono alla dimensione dell’accoglienza, a quella sociale, relazionale, ludica, di intrattenimento e, in generale, di servizio alla persona. L’ufficio diventa sempre più uno strumento per veicolare la Brand Identity di una realtà aziendale, il segnale inviato al “mondo esterno”, il suo biglietto da visita. In tal senso gioca un ruolo centrale anche nelle politiche di corporate social responsibility: gli uffici, così come i quartieri in cui si inseriscono e con cui quotidianamente dialogano, devono rispondere agli standard più avanzati di sostenibilità. Questa attenzione non si declina solo come limitazione dell’impatto ambientale, ma anche in termini di cura della salute e del benessere delle risorse che abitano gli spazi. La richiesta di interventi di ammodernamento dell’immobile, nel caso in cui l’asset non sia di grado A, è sempre più ricorrente nelle rinegoziazioni dei contratti di locazione. Per questo motivo siamo spesso coinvolti in progetti di riqualificazione del nostro patrimonio per offrire ai nostri clienti spazi all’altezza delle loro nuove esigenze.

Sulla base della vostra esperienza con Wellio, quali sono le esigenze dei co-workers? In che cosa queste esigenze sono diverse (se lo sono) da quelle delle aziende-tenant?

Per quanto Wellio non possa definirsi esattamente un coworking, il coworking, o meglio il pro-working nella accezione più ricca di servizi, rappresenta oggi una scelta strategica spesso complementare ai classici contratti di locazione per garantire maggiore flessibilità e attrattività. “Wellio”, l’offerta di spazi di lavoro flessibili e plug & play di Covivio concepita nel 2017, integra l’offerta di uffici tradizionali del Gruppo, dislocati in Francia, Germania e Italia, proponendo personalizzazione, una componente di servizio in grado di semplificare la vita quotidiana degli occupanti e soprattutto flessibilità, ovvero la possibilità di cambiare frequentemente il layout degli spazi e una minore durata dei contratti di servizi (nel caso di Wellio la flessibilità si traduce in una durata del contratto minima di un mese).
Il successo dei siti Wellio a Milano e la sempre crescente richiesta di contratti di locazione tradizionali di uffici di grado A ci confermano che l’ufficio flessibile non sostituirà l’ufficio “classico”, bensì continuerà a completarne l’offerta. Il sistema immobiliare di un’azienda, in generale, può essere considerato come una galassia con un pianeta centrale, la sede occupata con un contratto di locazione tradizionale, e alcuni punti satellite occupati con contratti flessibili. Questo sistema consente all’azienda di adattare la superficie a propria disposizione all’attività aziendale, ad esempio quando si creano nuove linee di business o quando si ha bisogno di lavorare su progetti di grande portata, senza essere vincolati a un contratto a lungo termine.
La formula chiavi in mano è vantaggiosa: gli uffici sono pronti all’uso, sono incluse numerose aree comuni, e il cliente non deve occuparsi delle attività accessorie che avrebbe a suo carico con un contratto di locazione tradizionale. Dall’altro lato, gli uffici stanno diventando sempre più strategici per alcune aziende in termini di immagine o di employer branding. Per questo motivo, una sede concepita su misura, come vetrina delle competenze e della cultura aziendale, rimarrà essenziale. E, in questo caso, la possibilità di disporre di una sede a lungo termine, progettata ad hoc per l’azienda, è fondamentale.

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