28 Febbraio 2024
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Community Smart Building, al via la seconda fase del progetto

La Community Smart Building, guidata da The European House Ambrosetti insieme a diverse aziende del settore, sta lavorando alla seconda fase del progetto. L’obiettivo è sviluppare idee per favorire la crescita economica e la modernizzazione dell’Italia attraverso la transizione ecologica e intelligente degli edifici. La recente intesa tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea sulla Direttiva “Case green” mira a rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico, con l’obiettivo di ottenere un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050.

THEAmbrosetti sostiene la filiera dello smart building

In Italia, l’Osservatorio della Community Smart Building indica che la maggior parte degli edifici ha più di 30 anni, con molti Attestati di Prestazione Energetica che mostrano una classe energetica bassa. Negli ultimi cinque anni, il tasso di rinnovamento edilizio italiano è stato basso rispetto ad altri paesi europei. Gli investimenti del Pnrr sono un’opportunità importante, ma da soli non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi europei.

Community Smart Building, al via la 2° fase

La nuova direttiva offre l’opportunità di velocizzare il miglioramento dell’efficienza energetica nel settore delle costruzioni. L’Italia deve quindi investire in modo significativo e promuovere politiche per facilitare la transizione intelligente degli edifici italiani. Questo significa trasformare gli edifici in “hub di servizi automatizzati in tempo reale e adattivi”, integrati con la struttura edilizia e l’ambiente circostante. Questi hub dovrebbero essere dotati di tecnologie connesse, interoperabili e sostenibili, che consentano di ottimizzare l’uso di risorse idriche ed energetiche, ridurre i costi di costruzione e gestione, e massimizzare il benessere e la sicurezza delle persone. La Community Smart Building vuole capitalizzare sull’esperienza acquisita tra il 2022 e il 2023, insieme alla proposta innovativa della filiera coinvolta. L’obiettivo è favorire interventi volti a raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica e a promuovere lo sviluppo di progetti per le smart cities.

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Chiusura lavori nella primavera del 2024

«La filiera dell’edificio intelligente coinvolge 35 settori e 180 sotto-settori industriali, tra tecnologie, prodotti, software e servizi di supporto», ha evidenziato Lorenzo Tavazzi, partner e responsabile dell’area scenari & intelligence di THEAmbrosetti. «Con un totale di 350 mila aziende attive, le attività economiche collegate alla dimensione dell’Edificio Intelligente impiegano 626 mila occupati e generano 130 miliardi di Euro di fatturato e 39 miliardi di Euro di Valore Aggiunto. Investire nell’Edificio Intelligente è quindi una leva di crescita per il Paese. Non solo. Rappresenta una priorità per rispettare gli obiettivi di decarbonizzazione e per cogliere tutti i benefici in termini di economici, ambientali e sociali. Secondo le analisi della Community Smart Building, la conversione degli edifici in ottica smart consentirebbe di abilitare una riduzione del 20-24% dei consumi energetici, del 4-5% di quelli idrici e del 19-28% delle emissioni del settore edilizio attivando un risparmio di circa 12-14 miliardi di euro per le famiglie italiane».

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