25 Aprile 2024
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Cbre, L’ecommerce non manda in soffitta il negozio

Da un’indagine condotta dal leader immobiliare è emerso che il 69% dei retailer considera lo store più produttivo dell’online

Negli ultimi anni sono stati in molti a dubitare della capacità del negozio di rispondere alla diffusione dell’e-commerce. Oggi, a due anni dalla pandemia, possiamo osservare un nuovo dinamismo nel mondo del commercio, ulteriormente rafforzato dalle risorse e dalle opportunità offerte dal commercio digitale. CBRE, leader mondiale nella consulenza immobiliare, ha cercato di identificare le nuove tendenze con la propria indagine dal titolo “Italy Retail Occupier Sentiment Survey 2023”, realizzata dal Team Research Italia di CBRE.

Il negozio guiderà ancora i fatturati

Dall’indagine emerge chiaramente che il negozio continuerà a guidare i fatturati, grazie alle sinergie con l’e-commerce. Il 69% dei retailer rispondenti considera lo store più produttivo dell’online e la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio grazie all’impiego di canali di vendita digitali, rappresenta un’opportunità che verrà catturata primariamente dai negozi. Oltre il 64% dei retailer ha, infatti, dichiarato di avere un obiettivo di fatturato per i prossimi tre anni, ma per meno di uno su tre la percentuale di fatturato online supererà il 10% del loro fatturato target, mentre solo per il 13% sarà superiore al 20%. I piani dei retailer prevedono, infatti, un contributo moderato dell’online sul valore complessivo delle proprie vendite nei prossimi anni. Il superamento della dicotomia fisico-digitale è stato rilevato anche da un’altra recente survey condotta da CBRE e riportata nel report Italy Live Work Shop, dove oltre il 90% dei consumatori italiani afferma di avere un approccio multicanale ai propri acquisti.

Spazi creativi

 

L’“Italy Retail Occupier Sentiment Survey 2023”, inoltre, mette in evidenza come la domanda di spazi per negozi fisici cresce, ma rimane selettiva: l’87% dei retailer, in questo momento, è alla ricerca di nuovi spazi per ampliare le proprie reti di vendita. Le strategie di espansione continuano a privilegiare location altamente qualificate, come i centri commerciali dominanti all’interno della propria catchment area o le high street di maggiore prestigio. La crescita dei canoni locazione a cui stanno assistendo le location prime in questo momento è alimentata dalla ripresa delle attività di espansione dei retailer e da un forte focus sulla qualità delle posizioni. Tuttavia, rimane forte l’attenzione alla sostenibilità dei canoni, in particolare alla luce dei recenti impatti dell’inflazione e dell’aumento dei costi dell’energia, spingendo verso la richiesta di incentivi, soprattutto sotto forma di periodi di free rent. In un’ottica di crescente coinvolgimento del cliente, i retailer ridistribuiscono così l’allocazione degli spazi nei propri negozi, ampliando le aree destinate al ritiro degli acquisti online, all’esposizione e alla prova dei prodotti, mentre la ristorazione prende in considerazione i dehor per ampliare il numero di coperti su aree esterne al locale. Gli spazi quindi si rinnovano, guardando all’omnicanalità e all’esperienza di acquisto.

Efficienza energetica

 

Nell’identificazione dei propri store, il 77% dei rispondenti si dimostra attento alle performance ESG, con un focus sull’efficienza energetica per i negozi e i centri distributivi. L’aumento delle service charge, in seguito alla crescita dei costi dell’energia, ha rappresentato lo scorso anno, e continua a rappresentare, uno dei principali elementi di preoccupazione per i retailer, contribuendo a rafforzare l’attenzione nei confronti di immobili energeticamente efficienti. “Gli italiani hanno incrementato l’utilizzo del canale digitale, chiedendo quindi ai retailer di adattare le proprie strategie esperienziali e di vendita nelle diverse dimensioni dell’omnicanalità” – afferma Marcello Zanfi, Head of A&T Retail Occupier di CBRE ItalyÈ interessante anche notare come la domanda di spazi sia in crescita, non solo per quanto riguarda i negozi, ma aumenta anche la domanda di spazi per la logistica, a supporto delle strategie di supply chain dei retailer”.

 

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