15 Giugno 2024
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Case green: per attuare le regole Ue servono da 800 a 1.000 mld di euro

Le indicazioni della ricerca Deloitte presentata all'evento “Greenhouse Legislation: black hole or pink future per il Real Estate italiano?”

Riqualificare il patrimonio immobiliare italiano, in base a quanto prescritto dalle normative dell’Unione europea in tema di “case green“, significa investire tra gli 800 e i mille miliardi di euro. Il dato è uno degli indicatori emersi dall’analisi di Deloitte presentata nel corso dell’evento Greenhouse Legislation: black hole or pink future per il Real Estate italiano?

8 su 10 edifici residenziali sono “obsoleti”

Secondo una rielaborazione su dati Istat, il parco immobiliare italiano è oggi costituito da più di 13 milioni di edifici. Di questi circa l’89% è ad uso residenziale. Gli immobili produttivi e commerciali rappresentano solo il 2% ciascuno del patrimonio complessivo. Mentre gli edifici con altra destinazione d’uso sono circa il 7% del totale. Oltre l’83% degli edifici residenziali risulta costruito prima del 1990 – dato leggermente più alto della media Ue (76%) – e più della metà (57%) è risalente a prima degli anni ‘70. L’obsolescenza degli edifici è una delle principali cause di inefficienza energetica. Motivo per cui la Commissione Europea ha promosso la direttiva “Energy performance of building directive”.

 Obiettivo “neutralità climatica” entro il 2050

La nuova legislazione europea, che entrerà in vigore il 28 maggio 2024, stabilisce nuove misure che imporranno ai governi europei un miglioramento strutturale dell’efficienza energetica degli edifici per abbattere i consumi energetici e le emissioni di CO2. L’obiettivo è tracciare un percorso per raggiungere un parco edifici neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050 tramite riduzione del consumo energetico, azzeramento delle emissioni, eliminazione delle caldaie alimentate a combustibili fossili e installazione di pannelli solari. Quanto alla sua attuazione, la Commissione prevede che ogni stato membro possa declinare la normativa sul proprio territorio in maniera autonoma, purché almeno il 55% del calo di energia derivi dalla ristrutturazione degli edifici con classi energetiche meno efficienti.

Il gap con i Paesi europei

In un contesto in cui l’Italia è strutturalmente indietro rispetto ad altri Paesi europei, si stima che per riqualificare il patrimonio immobiliare degli edifici potrebbero essere necessari investimenti dagli 800 ai mille miliardi di euro. Se si analizza la percentuale di immobili di classe energetica F e G, infatti, si vede che in Italia gli edifici appartenenti a questa categoria sono oltre il 60%, mentre in Germania arrivano al 45%, in Spagna al 25% e in Francia appena al 21%.

Rendere la direttiva europea “case green” un’opportunità di crescita per il Paese è tuttavia possibile – dice Claudio Scardovi, partner Deloitte, responsabile per M&A e private equity – . Per farlo serve una soluzione sistemica capace di indirizzare le criticità patrimoniali ed economiche che la direttiva “Energy Performance of Buildings Directive” potrebbe far ricadere sui cittadini e sul sistema bancario in assenza di una strategia coordinata. Serve, dunque, un piano programmatico che coinvolga developer e costruttori, investitori istituzionali e retail e il sistema bancario, con il contributo mirato dello Stato, a supporto del ‘built environment’ del Paese e di un settore strategico per la competitività e per il benessere di tutta l’Italia”.

Cristina Giua
Cristina Giua
Cristina Giua, milanese, classe 1971, giornalista professionista dal 2012. Si è sempre occupata di giornalismo economico, con specializzazione in Finanza, Legal e Real Estate. Ha lavorato per testate come il Sole-24 Ore, Monitorimmobiliare, il Quotidiano Immobiliare. Si è occupata anche di organizzazione di eventi e di ufficio stampa & comunicazione per Fiera Milano e Fondazione ISMU (Istituto Studi sulla Multietnicità) della Regione Lombardia. Laureata in legge, con indirizzo d’impresa, presso l’Università degli Studi di Milano, ha in conseguito, in seguito, un Master in Giornalismo presso l’Università Cattolica di Milano.
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