25 Giugno 2024
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Banca d’Italia, Quotazioni in lieve ribasso nel primo trimestre

L’indagine condotta dall’Ufficio statistiche dell’Istituto centrale su un campione di operatori indica che le attese sono di un’inflazione che inciderà negativamente su domanda e prezzi degli immobili. I canoni di affitto sono invece segnalati in aumento

Secondo l’indagine di Banca d’Italia, curata da Nicolò Gnocato e rilasciata in questi giorni, nel quarto trimestre dello scorso anno le valutazioni di diminuzione dei prezzi delle abitazioni hanno leggermente superato quelle di aumento, per la prima volta dalla metà del 2021, anche se quasi due terzi degli operatori continuano ad attendersi prezzi stabili. Dall’indagine, condotta presso 1.446 agenti immobiliari dal 9 gennaio al 3 febbraio 2023, sono inoltre risultate più diffuse le attese di un calo delle quotazioni per il trimestre in corso. La percentuale di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione ha raggiunto un nuovo massimo dall’inizio della rilevazione nel 2009. Tuttavia, i nuovi incarichi a vendere si confermano in flessione e i giudizi di riduzione del numero dei potenziali acquirenti continuano a prevalere su quelli di aumento, anche se in misura inferiore rispetto al trimestre precedente. I tempi di vendita e lo sconto medio sul prezzo richiesto dal venditore sono lievemente aumentati. Per contro i canoni di affitto correnti e attesi sono segnalati nuovamente in rialzo. Le prospettive sulla situazione del mercato immobiliare rimangono sfavorevoli, anche con riferimento a un orizzonte biennale, E, secondo una larga maggioranza degli agenti, nei prossimi dodici mesi l’andamento dell’inflazione al consumo inciderà negativamente sulla domanda di abitazioni e sui prezzi di vendita.

Oltre il 60% degli immobili venduti sono in classe F e G

 

La percentuale di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione nel quarto trimestre è salita all’87,8 per cento (da 84,3% nel terzo trimestre), raggiungendo un nuovo massimo dall’inizio della rilevazione nel 2009. Rispetto a un anno prima, la superficie media degli immobili intermediati è rimasta pressoché stabile: per il 57,7% è compresa fra 80 e 140 metri quadrati e per il 36% è inferiore a 80 mq. Circa tre quarti delle case vendute risultavano parzialmente da ristrutturare, contro il 16,5% di abitazioni nuove o in ottimo stato. La classe energetica degli immobili si conferma mediamente bassa, con il 62,6% delle unità vendute di classe F o G. In linea con l’anno precedente, quasi la metà dei potenziali acquirenti intendeva acquistare una prima casa di proprietà per sé o per i propri familiari e poco meno del 30% desiderava cambiare abitazione. E’ aumentata invece al 20,2% (da 16,6% dell’anno precedente) la quota di coloro che hanno ricercato una seconda casa a fini di investimento.

In rialzo le attese sui canoni di affitto

 

La percentuale di operatori che hanno dichiarato di aver locato almeno un immobile nel quarto trimestre è rimasta stabile a circa il 77 per cento. I giudizi di aumento dei canoni di affitto prevalgono nettamente su quelli di riduzione, con un saldo più ampio rispetto all’indagine precedente (36,3 punti percentuali, il valore più alto dall’inizio della rilevazione, da 31,9). Appaiono in rialzo anche le attese sui canoni di locazione per il trimestre in corso (con un saldo pari a 34,5 punti, da 21,8). Il margine medio di sconto rispetto alle richieste iniziali del locatore è rimasto pressoché stabile, al 2,4 per cento. La quota di agenzie che hanno riportato un aumento degli incarichi a locare si conferma inferiore a quella di chi ne ha segnalato una riduzione, in misura più ampia rispetto all’indagine precedente (a -36,5 punti percentuali da -29,3.

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