28 Febbraio 2024
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Aste immobiliari nel 2022: oltre 192 mila vendite giudiziali

Lombardia prima tra le regioni, Roma tra le città. L’analisi dell’osservatorio “Cherry Brick”, realizzato dalla startup fintech “Cherry srl”, sull’andamento delle aste immobiliari nell’anno 2022

 A tutto il 2022 sono oltre 192.000 le aste avvenute sul suolo nazionale (186mila quelle censite), con il terzo quadrimestre che segna un +7% rispetto al secondo e un -8% rispetto al primo, per un valore complessivo dell’offerta minima di partenza pari a poco più di 31 miliardi di euro. Questa la prima evidenza che emerge dall’osservatorio di “Cherry Brick”, l’innovativo servizio che monitora le opportunità di investimento tra gli immobili all’asta, sviluppato da “Cherry srl”, startup fintech che fornisce soluzione tecnologiche al mondo del credito.

Il residenziale traina il mercato delle aste

I lotti oggetto di tentativi d’asta tra i mesi di gennaio e dicembre del 2022 fanno riferimento per la gran parte (57%) a immobili di tipo residenziale, seguiti da quelli di ambito commerciale (19%) ed industriale (3%). A livello regionale la Lombardia risulta essere il territorio in cui si è tenuto il maggior numero di aste per una media di circa 9mila immobili all’incanto ogni quadrimestre (circa 2mila mensili), pari al 14% dei lotti andati all’asta sul territorio nazionale. Seguono la Sicilia con una media di 7.300 aste quadrimestrali (22mila in tutto l’anno) ed il Lazio con 6.700 (20mila in totale), mentre a fondo classifica si trova la Valle d’Aosta con 130 aste di media a quadrimestre (390 complessive). Il 71% delle aste si è svolto tra Nord Ovest, Sud e Centro Italia, con quest’ultimo che concentra il 26% dei lotti messi in vendita in tutta la Penisola, mentre il 13% e il 16% si trovano rispettivamente nel Nordest e nelle Isole, circa 16mila aste mensili avvenute al mese e 15mila censite.

Roma la città che va più all’asta

Tra le città, Roma con oltre 4.800 tentativi d’asta (2,5% del totale nazionale) è la prima in Italia nella relativa graduatoria, con numeri quasi tre volte superiori a quelli di Napoli (seconda con 1.532) e quasi tre volte e mezzo a quelli di Catania (terza con 1.394). Tra le province, invece, alla Città Metropolitana di Roma (11.790 lotti per il 6% del totale nazionale) seguono Milano (5.567 per il 3%), Catania (5.471) e Perugia (5.450). 

 

I Tribunali che hanno gestito il maggior numero di aste sono quelli di Roma (6.350 pari quasi al 3% del totale), Milano (5.270 per il 2,7%), Catania (4.671) e Bergamo (4.477). La capitale, in particolare, nel terzo quadrimestre dell’anno ha registrato un aumento delle vendite pubbliche del 34% rispetto al secondo quadrimestre, unico caso in cui nell’ultimo quadrimestre si è verificato un aumento del numero di aste avvenute.

 

Una base media di partenza da 162mila euro

Per quanto riguarda la base d’asta media delle vendite svoltesi nel 2022 questa ammonta a 162.000 euro. Durante lo scorso anno è poi significativamente diminuita la base d’asta media degli impianti sportivi, nel terzo quadrimestre pari a 508.000 euro rispetto ai quasi 639.000 del primo, per una variazione negativa del 20% rispetto al valore iniziale. Il valore medio di base d’asta degli immobili industriali si è invece attestato nell’anno a 639.000 mila euro, in lieve rialzo nel terzo quadrimestre dopo una contrazione nel secondo.

Per quanto poi concerne la base d’asta media degli immobili residenziali il valore annuale si assesta a 133.000 euro (con una contrazione dell’8% tra il terzo ed il primo quadrimestre), mentre gli immobili commerciali si stabilizzano a circa 178.000 euro.

 

Tra le regioni il Lazio risulta essere quella nella quale sono localizzati i lotti il cui valore medio di base d’asta è stato più alto su scala nazionale, pari a 241.000 euro nei 12 mesi. Seguono il Trentino-Alto Adige (circa 216.00 euro), la Toscana (208.000 euro) ed il Veneto (201.00 euro). Dall’altro lato della classifica, invece, agli ultimi due posti figurano il Piemonte (97.000 euro) e la Calabria (quasi 107.000 euro), con un distacco notevole dalla Sicilia terzultima (118.000 euro). 

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Infine, per quanto attiene alla tipologia di aste avvenute, nel 2022 si nota un trend costante di crescita per la modalità asincrona telematica, così come si registra un lieve calo in quelle in presenza “presso il venditore”.

«Nel momento storico decisamente complesso in cui viviamo, strumenti come “Cherry Brick” possono supportare gli investitori in scelte difficili – spiega Luca Bonacina, Co-Founder e Head of Technology di Cherry srl – La crisi energetica, ad esempio, ha reso ulteriormente interessanti quei terreni e fabbricati adatti alla costruzione di impianti fotovoltaici e il settore NPE, anche tramite le aste, può essere un’ottima fonte di “approvvigionamento” di tali superfici. In tal senso, i dati offerti dall’osservatorio di “Cherry Brick” sono certamente un valido mezzo di scouting proattivo».

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