18 Giugno 2024
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Al via il modello multi-asset property management di HTM (Hybrid Tower Mestre)

Halldis gestisce la parte di affitti brevi all'interno della torre. Lemon inaugura il business center

Un modello nato negli Stati Uniti – molto diffuso all’estero e nelle grandi città italiane, Milano in testa – sbarca anche nella laguna di Venezia. Si tratta del grattacielo HTM (Hybrid Tower Mestre) e rappresenta il primo esempio di multi-asset property management del Veneto. L’inaugurazione della parte di business center, gestito da Lemon all’interno di HTM, è fissata mercoledì 22 maggio 2024. Lo spazio direzionale è distribuito su 3 piani dotati di uffici, sala riunioni e postazioni individuali per il coworking.

La parte residenziale

Il business center va ad aggiungersi all’offerta di ospitalità di 34 appartamenti (dal monolocale al trilocale) dislocati su 9 piani, gestiti da Halldis. Quest’ultima è una società italiana di property management è attiva nel del settore degli affitti brevi e a medio/lungo termine, con un portfolio di circa 1.000 proprietà gestite (di cui 40 a Venezia città, oltre a quelle nella torre di Mestre). A completare l’offerta della torre HTM c’è il ristorante, sormontato da una terrazza panoramica, da cui si può ammirare sia la Laguna che le Prealpi venete.

La platea di utenti

Destinatari del nuovo HTM (altezza 81 metri, realizzato nel 2016 nell’area dismessa e bonificata, dove un tempo sorgeva il deposito dell’azienda di trasporto locale, ACTV) saranno turisti, digital nomads, viaggiatori per periodi lunghi. Ma anche famiglie per brevi periodi, giovani professionisti o di lungo corso, lavoratori in trasferta e aziende che devono operare nella macroarea della Serenissima.

La gestione innovativa

Si tratta, come anticipato, del primo esempio veneto di multi-asset property management. Un sistema a cui guardano gli investitori, istituzionali o fondi privati, per realizzare operazioni immobiliari e di riqualificazione urbana, non solo di aree centrali ma anche in zone più periferiche ben collegate al centro. La formula prevede una gestione da parte di società specializzata di property management, che garantisce un rendimento maggiore rispetto all’affitto tradizionale e una solidità superiore rispetto ai singoli gestori.

“Siamo molto soddisfatti – afferma Michele Diamantini, ceo Halldis – dei risultati che nell’ultimo anno abbiamo ottenuto per quanto riguarda gli appartamenti da noi gestiti in HTM. Nel corso del 2023 abbiamo ospitato oltre 25.000 persone tra turisti e viaggiatori d’affari, di cui l’80% provenienti dall’ estero.”

“Lo sviluppo di HTM e la sua nuova configurazione – sostiene Riccardo Di Carlo, product manager Halldis – restituisce alla città mestrina un edificio iconico e contemporaneo che negli ultimi anni aveva perso la sua identità urbana. L’offerta, che spazia dal turistico al business, propone il modello europeo del co-living come soluzione sostenibile, riducendo costi per le aziende e spostamenti per gli ospiti, e affiancando alla funzione residenziale lo smartworking e la ristorazione.”

“Il business center HTM – dichiara Ilaria Edel Muzzati, ceo di Lemon, azienda che opera nella gestione di uffici e business center – sorge in una zona strategica di Mestre. Il nuovo spazio contribuisce a riqualificarne l’asset, offrendo ai business traveller l’utilizzo di uffici, postazioni di lavoro in coworking e sale meeting prenotabili e attrezzate per eventi. La struttura si posiziona nel segmento di mercato della corporate hospitality che sta crescendo in Veneto”.

La proprietà Borgosesia

La proprietà del business center della Hybrid Tower Mestre, acquistata per 17,5 milioni di euro a giugno 2023, è di Borgosesia, società quotata all’Euronext Milan che opera nel campo degli investimenti in asset alternativi.

Attraverso la collaborazione con Halldis e Lemon, Borgosesia ha completato l’occupazione degli spazi, a seguito dell’ultimazione di tutti i lavori necessari e degli accordi siglati con aziende di primo piano. Il monte canoni a regime della torre, su base annua, è stimato tra 1,3 e 1,6 milioni di euro, in funzione di quelli variabili connessi alle suites.

Ha commentato Davide Schiffer, amministratore delegato di Borgosesia. “Abbiamo investito in questo progetto con lo spirito di rigenerare il valore che alberga in tutte
quelle situazioni in cui il processo di creazione è interrotto o rallentato, ma dove vi sono importanti opportunità di sviluppo”.

Cristina Giua
Cristina Giua
Cristina Giua, milanese, classe 1971, giornalista professionista dal 2012. Si è sempre occupata di giornalismo economico, con specializzazione in Finanza, Legal e Real Estate. Ha lavorato per testate come il Sole-24 Ore, Monitorimmobiliare, il Quotidiano Immobiliare. Si è occupata anche di organizzazione di eventi e di ufficio stampa & comunicazione per Fiera Milano e Fondazione ISMU (Istituto Studi sulla Multietnicità) della Regione Lombardia. Laureata in legge, con indirizzo d’impresa, presso l’Università degli Studi di Milano, ha in conseguito, in seguito, un Master in Giornalismo presso l’Università Cattolica di Milano.
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