25 Luglio 2024
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Affitti brevi: un mercato dove vincono il “last minute” e la flessibilità

Il numero di viaggiatori nel nostro Paese (soprattutto stranieri) continua a crescere. Si tratta di turisti con aspettative elevate, soprattutto in tema di gestione della struttura di soggiorno. Un mercato sempre più complesso che privilegia la qualità e l’efficienza nella gestione. Parte da queste premesse l’analisi di Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB, società quotata in Borsa a Milano specializzata in gestione di immobili in affitto breve (oltre 2.600 unità gestite su più di 80 località italiane).

L’offerta di immobili online ha subito delle profonde trasformazioni – spiega Francesco Zorgno – : solo leggendo queste trasformazioni all’interno del mondo degli affitti brevi si possono comprendere gli ultimi trend del settore”. In questi anni abbiamo assistito a una crescita continua di alloggi messi a reddito con le locazioni di breve periodo. Dai dati del Centro Studi Rescasa-Confcommercio, ed esempio, a Milano su quasi 20.000 appartamenti presenti sulle principali piattaforme online.

Negli ultimi 12 mesi, soltanto meno della metà ha avuto tassi di occupazione significativi, mentre gli altri sono stati utilizzati solo marginalmente o sono rimasti in gran parte vuoti. Tali percentuali sono simili a quelle di Napoli, Roma, Firenze e delle principali località italiane.

Oggi l’approccio last minute è una tendenza in ascesa – torna a parlare Zorgno – con clienti pronti a prenotare all’ultimo momento per approfittare di tariffe più vantaggiose, e finestre di prenotazione sempre più ampie. In questo contesto, diventa cruciale per i gestori implementare una politica di prezzi dinamica, supportata anche da software professionali per adattare le tariffe in tempo reale in base alla domanda”.

“Ma c’è anche un altro parametro fondamentale per la scelta di un alloggio ed è la flessibilità – spiega Zorgno -: i viaggiatori scelgono un alloggio se hanno la sicurezza di poter disdire anche all’ultimo momento senza il pagamento di penali. Una gestione non professionale è destinata a registrare un numero di soggiorni molto inferiore alle aspettative. L’indice di successo in questo mercato così concorrenziale non si misura più tanto in termini di tariffe, che sono appunto in fase di consolidamento, ma soprattutto attraverso il tasso di occupazione. Per mantenere e incrementare tale indice, gli investimenti in strumenti di revenue management devono essere mirati e costanti, la capacità di gestire le criticità deve essere rapida ed efficace, l’approccio con il cliente deve essere trasparente e immediato”.

Cristina Giua
Cristina Giua
Cristina Giua, milanese, classe 1971, giornalista professionista dal 2012. Si è sempre occupata di giornalismo economico, con specializzazione in Finanza, Legal e Real Estate. Ha lavorato per testate come il Sole-24 Ore, Monitorimmobiliare, il Quotidiano Immobiliare. Si è occupata anche di organizzazione di eventi e di ufficio stampa & comunicazione per Fiera Milano e Fondazione ISMU (Istituto Studi sulla Multietnicità) della Regione Lombardia. Laureata in legge, con indirizzo d’impresa, presso l’Università degli Studi di Milano, ha in conseguito, in seguito, un Master in Giornalismo presso l’Università Cattolica di Milano.
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