26 Maggio 2024
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«Affianchiamo i clienti in tutte le loro esigenze»

Intervista con Roberto Busso, amministratore delegato di Gabetti Property Solutions. «In nove anni abbiamo cambiato pelle, oggi siamo l'unico full service provider in Italia. La nostra forza è l'interattività tra le varie anime»

«Si fa presto a dire rigenerazione urbana… Ma non sempre si riesce a capire l’innovazione mentre nasce. E l’Italia ha conosciuto più d’una falsa partenza. Il nostro gruppo però oggi può dire di aver intrapreso il cammino giusto!»: è soddisfatto Roberto Busso, amministratore delegato di Gabetti Property Solutions, di questi 9 anni che hanno completamente cambiato il volto dell’azienda, rilanciandola e riportandola ad una forte redditività. «Ricordo che nel ’90, mentre facevo il Master in Real Estate del Politecnico di Torino, col cavalier Gabetti a presentarlo, venne lo sviluppatore del Centro direzionale di Napoli. A noi studenti apparve come un genio. Il progetto ci sembrò Manhattan. O la City di Londra. Tutti parcheggi sotterranei, zero auto in superfice, torri, alberghi, tribunale, a 300 metri dalla stazione ferroviaria… Vent’anni prima che venisse concepita Porta Nuova a Milano. Peccato però che poi quel Centro direzionale non sia stato gestito in maniera ottimale». 

Come sempre, architetto, lei non le manda a dire! Ma cosa avrebbe potuto fare a Napoli un’altra gestione?

Una delle torri poteva essere totalmente dedicata allo student-housing; in un’altra, l’Università; con i prezzi di Napoli ci sarebbe stato un boom. E poi, sì, il tribunale: ma organizzato per accogliere meglio l’ufficio giudiziario che smaltisce il maggior numero di pratiche.

Roberto Busso

Comunque si valuti quel progetto, è vero che in trent’anni tutto sembra cambiato, e in meglio, nel Real Estate italiano, a dispetto di queste false partenze, giusto?

Nei primi nove mesi tutte le nostre linee di business sono cresciute molto: la linea Agency e Corporate Services, +25% sullo stesso periodo del ’21; l’Agency Diretta +32%; Abaco +21%; e Patrigest +9%. In crescita del 37% anche i ricavi del network franchising immobiliare. Ha rallentato solo il Real Estate Network Services, ma per la contrazione dei ricavi di Gabetti Lab legati al mondo ecobonus. 

Siete un gruppo polispecialistico!

Sì siamo un full service provider, l’unico in Italia. In questi 9 anni abbiamo cambiato pelle, e se avessimo continuato senza cambiare, non so cosa sarebbe successo. Ma abbiamo avuto l’intuizione giusta – il presidente, io, tutto lo staff: cambiamo pelle! Ripartiamo da quelli che siamo: il brand top of mind grazie alla storicità del marchio, infatti siamo l’unico player a essere riconosciuto come marchio storico. Oltre alle nostre agenzi , la parte più visibile del Gruppo su strada, siamo molto di più, i numeri lo dimostrano. Abbiamo potenziato e strutturato i servizi Agency e Corporate Services – Gabetti Agency, Patrigest e Abaco- tipici del mercato business to business. Oggi, sui grandi cantieri troviamo il brand “Gabetti Home Value”. Non parliamo più di house ma di living, dagli studentati al senior living, copriamo tutto, ovviamente anche il luxury con Santandrea Luxury Houses e Top Properties. Inoltre un punto di forza è il capital market, e quindi gli investimenti in Italia su tutte le sottoclassi tipiche, dall’alberghiero al commerciale al non-office. 

Tutti ambiti di tradizionale appannaggio dei colossi angloamericani…

Perché fanno più figo… Ma anche se si è inglesi o americani, quando non si conosce bene il mercato italiano, specialmente locale, non si va lontano. Se sei italiano, conosci il tuo mercato e parli anche bene inglese, invece sì.

E come avete modificato il presidio del territorio in base a quest’approccio nuovo? Prima eravate ovunque, ma per vendere appartamenti…

Abbiamo cambiato politica: oggi contiamo 11 uffici regionali con persone dirette Gabetti, che rappresentano tutti i servizi per la filiera immobiliare, non ci appoggiamo a terzi. Siamo in tutte le principali regioni con sedi a Milano, Roma, Genova, Torino, Padova, Firenze, Bologna, Napoli, Bari, Reggio Calabria, oltre a un network di presidi sulle province, apriremo anche a Palermo.

Quindi avete cambiato anche articolazione territoriale…

Sì, e organigramma gestionale. In origine c’era una piramide, con sopra la holding e sotto le operative. Oggi abbiamo una ghiera, con tutte le operative alla pari, attorno alla holding ma non subordinate, e fortemente interconnesse. Resta importantissimo il franchising ma tutti i mestieri hanno pari dignità. Siamo diventati un vero e proprio full-service provider dell’immobiliare. Non ci sono società captive che lavorano solo per la holding, ma tutte sono sul mercato! Coerentemente, aiutandosi, ma tutte autonome e dinamiche…

Qual è l’ingrediente segreto che funge da punto di contatto?

È semplice. Da una parte, ci sono gli immobili; dall’altra, i clienti. In comune, un Crm che permette di gestire ogni incrocio. Ci sono milioni di famiglie sul territorio italiano che conoscono Gabetti, per esserne state clienti, e di cui noi conosciamo tutta l’identità immobiliare… abbiamo una banca dati spettacolare. Partiamo dal presupposto che la vita di un immobile inizia con la progettazione e la costruzione ma poi evolve con la gestione che ne viene fatta. E noi siamo presenti in tutte le fasi della vita di quest’immobile. La forza del nostro Gruppo, quella che l’ha risollevato, è stata proprio l’interattività tra le sue varie anime, che ci ha permesso di lavorare al meglio nei periodi sia di crisi sia di espansione.

Non l’ho ancora sentita parlare di digitale, anche se il Crm è una risorsa digitale…

Sul digitale siamo come tutti in evoluzione permanente. Abbiamo creato un nostro funnel affinché tutte le informazioni sui nostri business, da dovunque provengano, finiscano nello stesso contenitore e con lo stesso linguaggio. Abbiamo circa 10 miliardi di transato all’anno, capisce l’importanza di questo sistema.

Che ne pensa del controverso superbonus al 110%?

L’anno scorso abbiamo gestito oltre 2 miliardi di euro di progetti acquisiti per oltre 25.000 unità abitative coinvolte, siamo stati uno degli interlocutori maggiori a livello nazionale: anche questa, una nuova expertise che ha sviluppo il Gruppo ancora prima dell’avvento dell’ecobonus. Oggi in fondo siamo operatori a tutto tondo della consulenza sul real estate e non più sul solo brokeraggio o sull’intermediazione. Oggi i nostri agenti si chiamano a buon diritto consulenti immobiliari… siamo advisor che mettono insieme investitori e utilizzatori, a prescindere che siano famiglie o fondi sovrani…

Nell’ambito corporate quanti capitali stranieri intercettate e quanti nazionali?

Direi 60% nazionali e 40% stranieri. Inutile dire che nove anni fa erano 100% italiani.

Insomma, una grande transizione!

Direi una transizione permanente, che dura da nove anni, ha innescato un volano di crescita da subito, ma soltanto adesso la definirei compiuta. Sia però chiaro: è destinata a proseguire. Abbiamo impiegato due cicli di mercato a cambiare, ora siamo nel nostro centro.

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